stiffness articolare

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ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2018 alle 16:35

Con il termine inglese “stiffness” si indica, normalmente, uno stato di rigidità, una limitazione, un argine alle forze che possono agire sul sistema osteo-artro-tendino-muscolare; può essere considerato un sinonimo, entro certi limiti, di rigidezza. Esprime la resistenza alla modificazione della deformazione elastica provocata da un vettore muscolare, ma anche la reattività elastica, pur potendo essere considerato il contrario di flessibilità e cedevolezza. All’incremento della resistenza e della rigidità dei tendini e delle strutture di tessuto connettivo muscolare, che nel suo insieme possiamo definire fascia, parte dell’energia cinetica non ripartita attraverso la tensegrità presente nella catena cinematica rappresentata dal complesso mio-osteo-articolare, viene assorbita dai “giunti” ovvero dalle articolazioni e dalle strutture ad esse connesse. La perdita progressiva di elasticità del complesso mio-fasciale, dovuta il più delle volte a uno stato di contrazione muscolare cronica, inefficace e non finalizzata che dà origine ad un quadro di “iperattività muscolare” o “sindromi da attività muscolare continua” porta ad un incremento della rigidità e della rigidezza, globale del sistema con una progressiva insorgenza di stiffness articolare, che può essere considerata sintomo sia della ridotta capacità di movimento (decremento del ROM), sia della dolorabilità in caso di movimento. Quest’ultimo sintomo è frequentemente causato da osteo-artrite, spesso conseguenti a microtraumi articolari o da  carico eccessivo sulle articolazioni il più della volte associato allo stato di contrazione cronica della muscolatura, con conseguente insorgenza di fenomeni artrosici; talvolta la mobilità viene mantenuta, ma è comunque limitata dall’insorgenza di algia o dolore vivo nel movimento. La cosiddetta “Morning stiffness” (rigidità mattutina) è un quadro sintomatologico caratterizzato da dolore e rigidezza che si riduce, in genere, con l’attività fisica. La perdita di capacità di movimento articolare può essere incrementale riducendo il ROM a spostamenti minimi, portando ad un quadro di anchilosi.

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