definizione
Generalmente si parla di overstretching quando il movimento supera il R.O.M. naturale e fisiologico, ovvero ci si riferisce all’atto o all’istanza di estendere qualcosa oltre i limiti normali: il corpo viene forzato in posizioni che, sovraccaricando una determinata zona, possono creare lesioni alle strutture osteo-artro-miologiche; l’eccessivo allungamento delle componenti muscolari e tendinee può sovraccaricare le articolazioni, danneggiandole, e, al contempo, interessare i tessuti circostanti, con possibili rischi, a lungo termine, a disallineamenti, a fratture da stress o ad un modificarsi della forma dell’anca, soprattutto se il soggetto è in fase di crescita; dall’inglese “over”, nel suo significato di oltre, di più, al di là ed il gerundio del verbo “to stretch”, ovvero allungare, tendere, stirare, estendere.
Quando si parla di “allungamento eccessivo” nell’ambito osteo-arto-mio-fasciale ci si riferisce allo stiramento di un muscolo, di un tendine o di un’articolazione oltre il suo normale range di movimento, spesso fino al punto di causare lesioni: questo può verificarsi se lo stretching è troppo intenso o aggressivo, eccessivamente prolungato, forzato oltre il punto di resistenza naturale, troppo frequente, o come effetto di un evento traumatico o di un movimento improprio.
I danni causati da esercizi impropri finalizzati ad aumentare la flessibilità articolare non sono sempre immediatamente visibili, anche perchè non sempre l’overstretching provoca dolore nell’immediato o segni visibili dei danni strutturali: la percezione soggettiva può essere quella di un miglioramento del R.O.M., mentre, oggettivamente, l’incremento del range di movimento potrebbe corrispondere ad una lesione muscolare o tendinea o alla formazione di micro-lesioni che porteranno a compensazioni e, potenzialmente, allo sviluppo di dolori persistenti.
L’overstretching è possibile in ogni disciplina, anche se può essere considerato quasi una costante nei ballerini e nelle ballerine o nei praticanti di discipline che mettono in atto la “spaccata”: quando l’apertura delle gambe super i 180° si parla di oversplit; molti aspiranti ballerini e ballerine, soprattutto dilettanti, cercano l’apertura oltre i 180° gradi pensando che possa servire a migliorare i “penchè” (movimento che consiste nel portare la gamba all’indietro a 180° portando il busto in avanti, fino ad arrivare con le mani per terra e la testa vicino il pavimento) o i “grand jetè” (salto in cui un ballerino o una ballerina lancia una gamba in avanti e poi l’altra, creando una posizione simile a una spaccata in aria); il fenomeno, ugualmente, evidenziabile nella ricerca esasperata dell’apertura delle gambe, come suggeriscono alcuni film di arti marziali.
Lo stiramento delle strutture osteo-artro-miologiche può verificarsi per vari motivi: gli sport che comportano rapidi cambi di direzione e il movimento della gamba verso l’interno, come calcio, basket e tennis, corsa, pattinaggio sono attività ad alto rischio; i problema dell’overstretching, in realtà, può presentarsi non solo in ogni atleta che, involontariamente iperestenda un qualunque muscolo, provocandone un allungamento (stretching) improvvido e repentino, ma anche in soggetti che, nelle attività quotidiane, come conseguenza di movimenti improvvisi, uso eccessivo di muscoli o traumi diretti, causano stiramenti.
Lo stiramento eccessivo, ovvero l’allungamento dei muscoli oltre il loro normale raggio di movimento, può dare origine a diversi sintomi che indicano un potenziale infortunio: i segni patognomonici includono dolore acuto durante l’allungamento, dolore persistente dopo l’allungamento, intorpidimento o formicolio, spasmi muscolari, gonfiore, lividi nell’area di origine o inserzione dei muscoli coinvolti, debolezza o incapacità di usare i muscoli coinvolti; come conseguenza dell’allungamento eccessivo si possono verificare lesioni delle capsule articolari, stiramenti muscolari o rotture dei tendini o dei legamenti.