peristalsi intestinale

definizione

Contrazione ordinata e coordinata dei muscoli lisci (tonaca muscolare) che rivestono il lume intestinale dell’apparato gastro-enterico: queste contrazioni sequenziali, originando un movimento ondoso, permettono alle sostanze contenute nell’intestino tenue o nel intestino crasso, di essere movimentate in senso ortodromico, dal polo orale verso l’ano; dal greco περισταλτις (peristaltis), derivato da περιστέλλω (peristéllo → involgere, comprimere). Si parla di movimento antiperistaltico, qualora la direzione intrapresa dal contenuto non sia quella prevista (movimento antidromico), ovvero qunado si erificano movimenti aborali.

descrizione

Di particolare rilevanza per l’apparato gastro-intestinale, consta di treni di onde lente, che si svolgono con la velocità di 1-2 cm al minuto, e di sequenze di onde rapide, che possono percorrere fino a 25 cm in un minuto; non va confusa con altri movimenti intestinali come quelli di segmentazione.

I movimenti peristaltici intestinali si instaurano con un meccanismo riflesso (riflesso mioenterico), per opera del plesso sotto-mucoso di Meissner e del plesso mio-enterico di Auerbach, situati nello spessore delle pareti intestinali: la loro intensità è anche influenzata dal nervo vago e dal sistema nervoso metasimpatico.

La distensione dei visceri (dovuta al bolo alimentare) scatena un riflesso nervoso che induce la contrazione della muscolatura liscia circolare; il riflesso peristaltico è dovuto a una contrazione involontaria, legata all’attività del sistema nervoso autonomo che invia i suoi impulsi alla rete nervosa: tale contrazione determina la cosiddetta onda peristaltica, caratterizzata dalla breve durata sia spaziale che temporale, che investe segmenti limitati dell’intestino e si esaurisce dopo pochi secondi, per poi riprendere subito dopo.

Tale onda consente la progressione del chimo e del chilo, in senso oro-caudale (ortodromica): onde peristaltiche si osservano non solo nell’intestino tenue e nel colon, ma anche nell’esofago, nello stomaco e in alcuni distretti extra-intestinali, come gli ureteri; durante la peristalsi, oltre all’avanzamento del contenuto endoluminale, si ha anche la sua rotazione in senso antiorario: tale fenomeno è importante perché consente il rimescolamento del materiale indigesto e un suo migliore contatto con la mucosa assorbente e con i succhi digestivi.

Talora il movimento peristaltico può avere direzione retrograda e quindi spingere il chimo ed il chilo in direzione caudo-craniale: i movimenti peristaltici retrogradi (antidromici) hanno importanza particolare nel duodeno, poiché il reflusso del contenuto duodenale verso la stomaco permette la neutralizzazione dell’acidità gastrica.

Il movimento peristaltico è accompagnato da contrazioni di rimescolamento (o di segmentazione) oppure da contrazioni di massa, durante le quali un segmento importante di colon si restringe facendo nascere un movimento propulsivo a valle del contenuto; le contrazioni di massa non avvengono di continuo come quelle di rimescolamento, ma insorgono mediamente tre o quattro volte al giorno: la loro insorgenza è spesso associata alla comparsa del riflesso della defecazione che, di norma, avviene una volta al giorno, ma si considera ancora fisiologica una frequenza compresa tra una scarica ogni due giorni e tre al giorno.

In alcune occasioni, la peristalsi può aumentare al punto tale da diventare dolorosa; in altri casi, anche non patologici, si manifesta con suoni, definiti borborigmo, avvertiti soggettivamente ma percepibili anche a distanza.

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