habitus

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ultimo aggiornamento: 22 Aprile 2018 alle 16:52

Derivato dal latino habēre, nel significato di “stare (bene, male), porsi, tenere”, il lemma “habitus” viene utilizzato in Kinesiopatia® per indicare quel complesso di caratteri morfologici, di comportamenti, di atteggiamenti che determinano le modalità di espressione corporea individuale in relazione allo spazio ed ai contesti sociali o relazionali: in un certo senso l’insieme delle abitudini, delle consuetudini, dei modi di fare o di atteggiarsi; in pratica l'”aspetto” soggettivo ed il portamento, nella più ampia accezione dei termini. Il concetto di habitus travalica la semplice nozione di postura, coinvolgendo sia l’atteggiamento esteriore di una persona o la mimica ed i comportamenti, sia le modalità di condivisione degli spazi sociali e relazionali o, in altri termini, lo stile di vita unitario e personale, sia le reazioni in relazione allo stato fisiologico o patologico. Infatti la postura può essere definita come la posizione del corpo umano in risposta alla forza di gravità e dipendente dalla triade “contatto col terreno – linea dell’orizzonte – direzione di movimento” che determina le modalità di interazione tridimensionale del corpo nello spazio: in altre parole la postura non è altro che la risposta antigravitaria che il complesso somato-emotivo riesce a concretizzare, attraverso il minor dispendio energetico, sia in deambulazione, sia nello stazionamento. Per quanto le modalità con cui ci relazioniamo con lo spazio siano anche l’espressione della storia individuale, l’habitus manifesta non solo l’insieme della complessione individuale e della sua interazione con il tipo di vita e lo stress quotidiano,  ma anche i vissuti individuali acquisiti o ereditati e le memorie dei propri traumi, l’incidenza della formazione o deformazione culturale, il modo in cui respiriamo, stiamo in piedi, ci atteggiamo o ci rapportiamo con noi stessi e con gli altri.

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