piatto tibiale

ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2020 alle 12:31

definizione

Superficie superiore dell’estremità prossimale della tibia, ovvero la porzione di tibia prospicente i condili femorali; rappresenta la superficie articolare della tibia: il piatto tibiale ha questo nome, perché, dal punto di vista morfologico, ha forma di disco o di lamina piatta. Piatto deriva dal latino plattus, la cui radice è πλατύς (→ largo), che indica una superficie che si estende con andamento piano, privo di parti in rilievo, senza convessitàconcavità: il piatto tibiale, in realtà, non è privo di asperità, ma per la sua piattezza l’organismo necessità di “ampliare” le superfici di contatto tramite i menischi, per renderle più “complianti”, al fine di ospitare i condili femorali.

descrizione

L’estremità prossimale della tibia è una zona visibilmente allargata, in cui è possibile riconoscere due evidenti prominenze, chiamate condilo mediale, disposto verso l’interno gamba, e condilo laterale, disposto verso l’esterno gamba, di cui il piatto tibiale rappresenta la superficie superiore: come tutte le superfici articolari, il piatto tibiale si presenta come una regione liscia; l’assenza di ruvidità che contraddistingue il piatto tibiale è fondamentale per la corretta mobilità dell’articolazione del ginocchio.

La superficie, di forma ovale, è suddivisibile in due parti, denominate piatto tibiale mediale e piatto tibiale laterale, il cui elemento di separazione è la cosiddetta area intercondiloidea.

piatto tibiale mediale – sovrasta il condilo mediale dell’estremità prossimale della tibia; di forma ovale, concavo, è il più ampio fra le due superfici articolari.

piatto tibiale laterale – risiede superiormente al condilo laterale dell’estremità prossimale della tibia; di forma più circolare che ovale, convesso, è meno esteso del piatto tibiale controlaterale.

⇒ area intercondiloidea – area centrale non soggetta al carico, presenta anteriormente una depressione ruvida, denominata fossa intercondiloidea anteriore, su cui trova inserzione il capo tibiale del legamento crociato anteriore del ginocchio, mentre posteriormente, possiede una seconda depressione scabra, identificata con il termine di fossa intercondiloidea posteriore, sulla quale ha inserzione il capo tibiale del legamento crociato posteriore del ginocchio; interposta tra le due superfici articolari, al centro possiede due processi ossei di forma piramidale, chiamati tubercolo intercondiloideo mediale e tubercolo intercondiloideo laterale, da cui originano il menisco mediale ed il menisco laterale del ginocchio: assieme, il tubercolo intercondiloideo mediale e il tubercolo intercondiloideo laterale costituiscono l’eminenza intercondiloidea che rappresenta la prominenza ossea che separa la fossa intercondiloidea anteriore dalla fossa intercondiloidea posteriore.

fisiopatologia

Il piatto tibiale svolge un ruolo fondamentale per il buon funzionamento dell’articolazione del ginocchio: offre un punto di aggancio ai menischi, che svolgono il ruolo di ammortizzatori (shock absorber) e accoppiatori fra le superfici; ospita l’entesi del capo tibiale del legamento crociato anteriore e del legamento crociato posteriorelegamenti che sono fondamentali per la corretta mobilità e la stabilità del ginocchio e, grazie alla sua superficie estremamente liscia, favorisce lo scivolamento dell’estremità distale del femore sulla tibia, durante i movimenti del ginocchio.

Il piatto tibiale rappresenta una delle regioni anatomiche del corpo umano maggiormente sollecitate dalle forze di carico: infatti contribuisce in modo determinante all’azione di sostegno svolta dalla tibia, nei confronti della parte superiore del corpo umano; esso, infatti, è al culmine di una porzione ossea appositamente larga, di modo che possa sobbarcarsi al meglio il peso di ciò che che sta al di sopra del ginocchio. Nonostante questa sua caratteristica il piatto tibiale deve essere considerata una porzione ossea fragile: se sottoposto a traumi di una certa entità, può essere facilmente oggetto di frattura, esempio tipico degli infortuni scheletrici a carico dell’estremità prossimale della tibia.

Di norma, il piatto tibiale va incontro a rottura nel momento in cui un trauma agli arti inferiori comporta l’urto violento tra la tibia e l’estremità distale del femore, come nelle cadute accidentali, nelle  contusioni in ambito sportivo oppure incidenti automobilistici o motociclistici.

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