Napoleon test

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ultimo aggiornamento: 27 Aprile 2020 alle 22:53

definizione

Prova funzionale di grande rilevanza clinica, utile per valutare l’integrità del muscolo sottoscapolare: viene chiamato “Napoleon test” poiché il testato deve porre la mano (dal lato in esame) a livello dello stomaco, ricordando la storica posizione della mano di Napoleone Bonaparte; per lo stesso motivo viene definito anche “belly press test”, letteralmente test  di pressione sulla pancia (belly).

funzione

Si esegue questo test clinico per valutare la presenza di una sospetta lesione del muscolo sottoscapolare: si preferisce l’uso di questa verifica clinica soprattutto nel caso in cui i pazienti non possano effettuare il lift-off test, cioè intra-ruotare sufficientemente la spalla e portare il braccio dietro la schiena: la intrarotazione con braccio sollevato offre una risposta più precisa, ma presuppone la capacità di assumere la posizione con la mano dietro la schiena, cosa non sempre possibile da chi ha lesioni al muscolo

esecuzione

Per effettuare il “Napoleon test”, il soggetto esaminato preme, con la mano aperta posta sull’epigastrio, contro l’addome tenendo il gomito sul piano frontale e mantenendo l’arto superiore alla massima rotazione mediale, con il gomito posto anteriormente al tronco. Quando la rotazione mediale è normale, il gomito non si muove posteriormente: alla presenza di lesioni del muscolo sottoscapolare, l’intra-rotazione massimale non può essere conservata ed il soggetto compensa muovendo il gomito posteriormente al torso; se la posizione viene mantenuta, l’operatore può richiedere al soggetto di spingere il gomito in avanti, contrastando la spinta, per porre il muscolo ulteriormente sotto stress.

Il test può essere considerato negativo se il testato, durante la spinta contro l’addome, tiene il polso dritto, intermedio se flette il polso tra 30°-60° e positivo se flette il polso di 90°: come conseguenza della lesione del muscolo sottoscapolare, si verifica la flessione del polso per azione del muscolo deltoide posteriore,  che cerca di compensare il movimento richiesto, con l’arretramento del gomito rispetto al piano frontale.

L’esaminatore può mettere una mano sul ventre del soggetto, sotto quella del testato, in modo di avere una maggiore consapevolezza della forza esercitata e poter sentire quanta pressione il paziente sta applicando all’addome; un’indicazione di debolezza è anche il fatto che il testato non è in grado di mantenere la pressione sulla mano dell’esaminatore mentre muove il gomito in avanti o estende la spalla.

valutazione

La positività del test può far supporre la presenza di una “Sindrome del muscolo sottoscapolare”.

L’esistenza di un quadro disfunzionale che coinvolge il muscolo sottoscapolare non deve essere sottovalutata in quanto, spesso, l’interessamento di questo muscolo compromette la sinergia esistente fra i muscoli della cuffia dei rotatori (di cui fa parte); la tendenza all’intra-rotazione ed all’adduzione della spalla non solo favorisce la possibilità di sublussazioni, ma contribuisce allo sviluppo della Sindrome del Nervo Ascellare.

La Kinesiologia Transazionale®, grazie all’uso di test muscolari mirati, è in grado di valutare appropriatamente le priorità per riequilibrare il bilanciamento funzionale dei muscoli, eliminando eventuali reattività funzionali; la possibilità di effettuare una valutazione multidimensionale associata alle differenti tecniche di riequilibrazione utilizzate, offrono un ventaglio di opzioni all’operatore tale da assicurare ampie possibilità di recupero. Il supporto delle manualità del Cranio-Sacral Repatterning®, fra cui spicca nel caso specifico l’unwinding fasciale, permette di intervenire anche durante le fasi acute e in presenza di flogosi articolare.

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