test di Queckenstedt

Test finalizzato a verificare la presenza di variazioni rilevabili della pressione intracranica, attraverso la misurazione della pressione del liquor, e verificare la trasmissione dell’incremento pressorio dalle strutture cefaliche a quelle inferiori: la prova consiste nel provocare una rapida ascesa della pressione del liquor, esercitando una compressione di breve durata sulle vene giugulari; il test clinico viene effettuato durante la rachicentesi lombare, attraverso un manometro collegato all’ago inserito all’interno della cisterna lombo-sacrale. In genere, in assenza di stenosi, blocchi o restrizioni, l’aumento della pressione endocranica, determinato dalla breve stasi nel circolo venoso cranico, si trasmette anche ai livelli inferiori del canale rachidiano, come un’onda pressoria che dai ventricoli si diffonde lungo gli spazi subaracnoidei. L’aumento pressorio potrebbe essere raggiunto anche attraverso una marcata spinta sull’epigastrio, in modo da contrastare l’espansione addominale inspiratoria, durante l’effettuazione di una respirazione massimale (forzata): la contrazione eccentrica del muscolo diaframma crea un aumento pressorio nella gabbia toracica che, in via retrograda, risale lungo le vene spinale e le vene giugulari, causando un rapido incremento della pressione del fluido cerebro-spinale e della pressione intracranica; la mancata o ritardata diffusione dell’incremento pressorio a livello spinale viene considerata una positività al test di Queckenstedt, cioè la presenza di blocchi o stenosi, che impediscono il libero passaggio del liquor nello spazio subaracnoideo. Anche se attualmente, da un punto di vista medico, l’utilizzo di questo test è ampiamente superato dal ricorso alla diagnostica per immagini, è stato utilizzato dalla ricerca in Cranio-Sacral Repattening® in una versione adattata, cioè senza manometria spinale tramite puntura lombare, detta stimolo di Queckenstedt: la compressione delicata delle vene giugulari o l’aumento della pressione toraco-addominale, incrementando la pressione intracranica, inducono un’onda pressoria che si espande in direzione caudale; è possibile percepire attraverso l’ascolto epicritico sia attraverso la palpazione propriocettiva della teca cranica (contatto fronto-occipitale, contatto latero-laterale o nella tecnica del reset temporo-vascolare), sia a livello del sacro o, anche se con maggiore difficoltà, lungo il rachide. In Kinesiologia Transazionale®, nella tecnica dello sblocco dell’ipertono diaframmatico, si sfrutta l’accresciuta pressione intracranica tramite la compressione addominale (prova di Queckenstedt adattata), per rafforzare l’effetto di riequilibrazione del sistema corporeo, grazie all’azione di “release” esercitata sulle suture che interconnettono le ossa craniche.

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