piede di Charcot

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ultimo aggiornamento: 18 Agosto 2017 alle 19:27

La neuro-osteoartropatia di Charcot è una malattia degenerativa, su base infiammatoria, che può insorgere in pazienti affetti da neuropatia diabetica: se non trattata adeguatamente al momento della sua comparsa, provoca la frammentazione delle ossa ed un progressivo riassorbimento osseo delle articolazioni del piede. Con il tempo le alterazioni dello scheletro del piede si accentuano fino alla loro deformazione ed alla completa inversione dell’arco plantare, con conseguente rischio di perdere i normali rapporti articolari, crolli strutturali, deformità e la formazione di ulcere non guaribili, tali da richiedere nei casi più gravi, il ricorso ad interventi di chirurgia correttiva o ad amputazione. Il meccanismo d’azione potrebbe dipendere da neuro-traumi ripetuti, che causano la perdita della sensibilità periferica dolorifica e propriocettiva, con conseguenti ripetuti microtraumi dell’articolari; il danno, passando inosservato da parte del paziente neuropatico, progredisce e il conseguente riassorbimento infiammatorio dell’osso traumatizzato rende tale regione ancora più debole e suscettibile di ulteriori traumi. Si crea è un circolo vizioso, dove la diminuzione della capacità di controllo motorio fine, genera posture che esercitano pressioni innaturali sulle articolazioni a cui conseguono microtraumatismi supplementari. È possibile che il meccanismo neurogeno sia associato a problematiche di tipo neuro-vascolare: l’alterazione dei riflessi del sistema nervoso autonomo fanno sì che le articolazioni, desensibilizzate, ricevano un flusso di sangue significativamente maggiore, con conseguente iperemia ed aumento del riassorbimento osseo, mediato dagli osteoclasti. La combinazione di fenomeni di riassorbimento osseo e flogosi dei tessuti, in presenza di sollecitazioni meccaniche, porta alla distruzione dei rapporti ossei e proliferazione di osso metaplastico e osteofitosi diffusa. La prima causa di Piede di Charcot è la presenza di neuropatia diabetica, un’alterazione strutturale dei nervi legata all’iperglicemia cronica: su questa neuropatia si innesca un sovvertimento osseo e articolare causato da processi infiammatori locali che, in alcune persone con neuropatia diabetica, provoca l’alterazione dell’osso del piede. La neuropatia diabetica sembra giocare un ruolo necessario ma non sufficiente per spiegarne la comparsa, considerata la grande differenza tra l’elevata incidenza della neuropatia e quella del piede di Charcot, che è piuttosto bassa. In realtà anche alterazioni neurologiche non diabetiche (neuropatia alcolica, paralisi cerebrale, lesioni del midollo spinale, mielomeningocele, siringomielia, insensibilità congenita al dolore) o infettive (lebbra, tabe dorsale [sifilide]) o iniezioni intra-articolari di steroidi possono causare questo drammatico quadro degenerativo. Anche l’obesità è un fattore predisponente o in grado di peggiorare il quadro neuropatico, in quanto l’eccessivo peso favorisce il danno da carico plantare. Quasi sempre la malattia è a esordio acuto: il paziente manifesta segni di infiammazione violenta tra cui arrossamento, dolore, aumento della temperatura del piede. I sintomi molto spesso vengono confusi con quelli di altre patologie (come una banale distorsione), ma un piede gonfio, edematoso, dolente in un diabetico deve far pensare a questo tipo di affezione. Inizialmente  sono frequenti piccole fratture, seguite da frammentazioni ossee con perdita dei rapporti articolari normali fino a condurre alla impossibilità di distinguere le ossa tra di loro, associati a dolore, edema e arrossamento del piede. La gravità dello Charcot è strettamente legata alla sede primitiva interessata dal processo: il coinvolgimento dell’avampiede comporta un rischio di amputazione basso, mentre è decisamente più elevato quando viene interessato il mesopiede (articolazioni dei cuneiformi, del cuboide e dello scafoide) ed è massimo se è intaccata la caviglia.

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