ematochezia

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ultimo aggiornamento: 20 Ottobre 2016 alle 13:57

Dal greco αἷμα (àima→sangue) e χέζω (khézōdefecare): presenza di sangue nelle feci. La presenza di sangue può essere frutto della “verniciatura”, con sangue vivo, delle feci già formate, presenti nell’ampolla rettale. Il temine ematochezia può essere utilizzato per descrivere l’emissione di feci commiste a sangue o un’emorragia del tratto digestivo inferiore: in generale, più la sede del sanguinamento è vicina all’ano, più il sangue sarà rosso brillante; solitamente la sede del sanguinamento è distale rispetto alla valvola ileo-cecale, trovandosi più frequentemente in corrispondenza dell’ampolla rettale e del canale anale. Talvolta anche emorragie massive del tratto digestivo superiore, che giungono al retto ancora non digerite dai succhi gastrici, sono definite ematochezia: la mancata trasformazione del ferro emoglobinico in ematina, determina il colore rosso, differenziando queste forme emorragiche dalla melena, caratterizzata da feci picee nerastre, conseguenti al sangue digerito. Differisce dalla rettorragia (o proctorragia), caratterizzata da una maggiore quantità di sangue, in genere rosso vivo, presente nelle feci. Ematochezia e rettorragia, spesso, sono usati come sinonimi, per delineare la presenza di sangue di colore rosso vivo e acceso nelle feci.  

L’eziopatogenesi è piuttosto eterogenea, potendo derivare da patologie importanti come la Retto-Colite Ulcerosa, il Morbo di Chron o la Diverticolite, oppure lesioni rettali come nelle ragadi o come conseguenza di emorroidi sanguinanti; può essere causata da infezioni da Shighella o l’Amebiasi, infezioni batteriche (Campylobacter, raramente nella Salmonellosi) caratterizzate da diarrea ematica. I polipi del colon e del retto sono la causa più frequente di ematochezia intermittente negli adulti sotto i 60 anni; quando localizzati nella porzione superiore del colon, i polipi possono causare la produzione di feci striate di sangue, mentre qualora siano in prossimità del retto, possono sanguinare liberamente.

 

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