enterorragia

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ultimo aggiornamento: 20 Ottobre 2016 alle 13:55

Dal greco ἔντερον (énteron→intestino)  e ραγία, derivato di un tema affine a ῥήγνυμι (rígnymi →rompere): emissione di sangue proveniente dal tratto gastroenterico inferiore, aboralmente al legamento del Treitz, frammisto a feci. L’enterorragia è caratterizzata dalla presenza di sangue solo parzialmente digerito e macroscopicamente visibile nelle feci; il sangue può essere ben visibile o frammisto a feci, accompagnato a muco, rosso rutilante o più scuro, anche se le emorragie intestinali minori o intermittenti possono essere difficilmente individuate senza ricorrere a metodiche di laboratorio come la ricerca del sangue occulto nelle feci. L’emissione di sangue rosso vivo con l’atto della defecazione è più specificatamente definito ematochezia, mentre la presenza di sangue digerito, caratterizzato dalla formazione di feci picee maleodoranti, tipico delle emorragie del tratto superiore del tubo digerente, viene chiamata melena.

L’eziopatogenesi dell’enterorragia è spesso sovrapponibile all’ematochezia, potendo essere espressione di angiodisplasia intestinale (responsabile anche di melena), emorroidi e/o ragadi anali, Diverticolosi, polipi, Colite Pseudomembranosa, Colite ischemica, Morbo di Crohn,  Retto-Colite ulcerosa, Enterocoliti di origini batteriche o protozoarie.

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