xerostomia

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ultimo aggiornamento: 11 Agosto 2017 alle 15:47

Dal greco ξηρός (xero →secco) e στόμα (stóma  →bocca); detta anche “Dry Mouth Syndrome“. Secchezza della mucosa boccale per riduzione o, nei casi più gravi, soppressione della secrezione salivare o causata da un’eccessiva eliminazione, come nella eccessiva respirazione attraverso la bocca; associata a  dolore alla lingua (glossodinia) e difficoltà della masticazione o della deglutizione, può indurre una alterazione del gusto,  con modificazione del normale sapore dei cibi. La secchezza delle fauci può rendere difficile la fonazione. In molti casi può comportare anche alitosi, venendo a meno l’azione detersiva della saliva nei confronti dei residui proteici,  ed un importante aumento di carie dentali dovuto alla riduzione della rimineralizzazione dello smalto, facilitata dalla saliva; la xerostomia può rendere la mucosa del tessuto parodontale e della bocca più vulnerabile alle infezioni batteriche ed alle micosi (candidosi orale o mughetto) ed alla formazione di afte del cavo orale, spesso accompagnate da dolore urente. La malattia generalmente è localizzata alla bocca, ma può colpire anche il naso e la gola, divenendo responsabile di frequenti faringiti. Può accompagnarsi a riduzione della secrezione sudorale e lacrimale. La xerostomia è un sintomo cardine della Sindrome di Sjögren, assieme alla xeroftalmia (secchezza oculare) e alla xerotrachea (secchezza delle vie aeree). Può essere un sintomo in presenza di diabete mellito scompensato o in presenza di disidratazione, spesso sottovalutata se la causa primaria è un ipertermia elevata, una diarrea profusa o come conseguenza di importanti emesi. Molti anziani provano una sensazione più o meno grave di xerostomia, anche se più che dipendere da una relazione diretta con i processi di invecchiamento è probabile che il problema sia riconducibile all’utilizzo, in questa fascia di età di un gran numero di farmaci: infatti una delle principali cause di “bocca secca” è la iatrogenia; più di 600 specialità medicinali, di svariate categorie, hanno la responsabilità di compromettere la funzionalità delle ghiandole salivari inducendo xerostomia, che si manifesta specialmente nei pazienti che fanno uso di psicofarmaci, compromettendone la qualità di vita. Antidepressivi ed ansiolitici; antistaminici; antipertensivi; miorilassanti; farmaci per l’incontinenza urinaria e per la malattia di Parkinson sono le classi farmacologiche più frequentemente coinvolte nella genesi del problema. Alcune dipendenze come l’eccessiva assunzione di alcolici, il tabagismo, l’abuso di meta-anfetamina, cannabis, eroina sono frequentemente associate a xerostomia; il fenomeno si manifesta frequentemente anche negli stati ansiosi.

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