miosi 

ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2016 alle 23:13

Dal greco μείωσις (diminuzione) composto da μεω (chiudere)-ωσις (desinenza sostantiva verbale, che indica uno stato). Restringimento del diametro pupillare provocato dalla costrizione dell’iride, dovuta a sua volta alla contrazione del muscolo costrittore dell’iride innervato da fibre nervose parasimpatiche (miosi spastica), o a una diminuzione del tono del muscolo dilatatore dell’iride, innervato dal simpatico (miosi paralitica). Il fenomeno è fisiologico, quando l’occhio è colpito da luce intensa. Si riscontra nelle lesioni pontine, nella tabe, in quei casi di siringomielia che provocano lesione del centro cilio-spinale (si ha allora la cosiddetta sindrome di Bernard-Horner consistente in miosi, enoftalmo, restringimento della rima palpebrale); in presenza di lesioni del simpatico cervicale. Quando siano istillati nella congiuntiva farmaci irido-costrittori (eserina, pilocarpina), farmaci miotici parasimpaticomimetici o simpaticolitici; quando siano in atto taluni avvelenamenti (oppio), in alcuni tipi di intossicazioni, o in caso di somministrazione di fisiostigmina  Si osserva inoltre la miosi nelle iriti. La dilatazione della pupilla, cioè l’opposto della m., si chiama midriasi.

 

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