motricità

ultimo aggiornamento: 19 Agosto 2017 alle 0:41

Dal latino motor (→ che muove), del verbo movēre, e -itas (suffisso che indica uno stato o una condizione): la funzione motoria, con riferimento alla complessa integrazione dei molteplici meccanismi che vi intervengono; l’attitudine a compiere, controllare e coordinare i movimenti, espressione dell’integrità delle strutture centrali e periferiche del sistema motorio. La motricità è data dalla capacità (e non necessariamente abilità) di apprendimento motorio e di risposta, cioè, dalla attitudine all’elaborazione e all’interpretazione dei gesti e dei movimenti che devono essere eseguiti; deve essere distinta dall’attività motoria che è rappresentata dalla produzione degli impulsi nervosi efferenti, che è sottoposta ai condizionamenti della fisicità. Ugualmente, il gesto motorio esprime l’esecuzione fisica di una riposta motoria; l’esecuzione di più gesti determina l’atto motorio (o frase), frutto dell’elaborazione e interpretazione degli stimoli sensoriali finalizzati all’adattamento all’ambiente o all’espressione della volontà dell’individuo. Da un punto di vista neurofiosiologico, la motricità può essere definita come la funzione motoria, con riferimento alla complessa integrazione dei molteplici meccanismi che vi intervengono, espressione dell’integrazione degli apparati e delle strutture centrali e periferiche dell’organismo umano: trova espressione nei molteplici schemi motori coordinati dal cervello, che richiedono il sincronismo di una varietà di informazioni sensoriali e motorie in relazione allo spazio che circonda il corpo. Pertanto è la manifestazione dell’integrità delle strutture centrali e periferiche del sistema motorio: un cervello sano è sempre perfettamente in grado di coordinare la varietà degli apparati sensoriali e motori al fine di identificare in maniera univoca la posizione spaziale di un bersaglio e di impartire comandi uniforme a tutti i muscoli implicati nell’azione. L’esecuzione dei movimenti richiede il coordinamento di una molteplicità di informazioni sensoriali e motorie: il cervello deve stabilire quale sia la posizione degli oggetti esterni rispetto alla posizione del corpo e determinare un’immagine olografica del corpo nello spazio. Questo permette la creazione di risposte motorie congrue, che permettono l’interazione con l’ecosistema interno ed esterno. Gli organi di senso coinvolti nel processo sensoriale sono la vista, l’udito, il tatto, la propriocezione vestibolare e muscolare, oltre al senso cinestesico: le informazioni “plurisensoriali” vengono elaborate a livello centrale, attraverso processi multidimensionali di integrazione per assicurare una localizzazione spaziale precisa. Il processo di elaborazione delle percezioni sensitive non avviene esclusivamente nelle aree corticali normalmente deputate all’analisi degli stimoli sensoriali, così come le risposte motorie non sono predisposte esclusivamente nelle aree motorie: i segnali sensoriali sono combinati con segnali motori attraverso processi di fusione delle informazioni, che coinvolgono aree sensitive, motorie ed associative, per permettere una corretta coordinazione spazio-temporale di molti segmenti corporei e far coincidere le dinamiche del movimento con le esigenze sensoriali e posturali, anche se il controllo dei movimenti finalizzati degli arti, dipende in particolar modo dall’area motoria primaria e dalle aree premotorie nel lobo frontale, nonché dalle aree posteriori nel lobo parietale.

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