aplomb

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Sincrasi della locuzione francese “à plomb” (→ a piombo), il termine veniva utilizzato, originariamente, per descrivere il mantenersi diritto o il cadere perpendicolarmente, come il filo a piombo; questi non è altro che lo strumento, utilizzato in edilizia, che permette di verificare la perfetta verticalità di un muro: un filo a cui è legato un peso che, puntando a terra, indica la linea perpendicolare ideale. Dall’ars muratoria, il termine è passato a quella dei modellisti e degli stilisti, venendo utilizzato per descrivere l’aspetto degli abiti sartoriali che “scendono” perfettamente sul corpo, senza pieghe: ovviamente un abito tailor made, ovvero cucito addosso o fatto su misura, attribuisce a chi lo porta un’immagine distinta, signorile, disinvolta e contribuisce a far sentire chi lo porta, sicuro del proprio aspetto, conferendo le sembianze di una persona che “non fa una piega”, dotata di un “bel portamento”; da questa raffigurazione deriva il significato che ha acquisito nel tempo, cioè la capacità di non perdere il controllo, la sicurezza di sé, la compostezza, con un forte connotato di imperturbabilità … in pratica l’eleganza, la signorilità. Ancora una volta, per un processo analogico, l’aplomb diviene la stabilità dello sportivo, cioè la capacità di mantenere una verticalità bilanciata ed imperturbabile, adeguata al contesto dinamico e, come consecutio logica, la qualità dell’atleta o del danzatore che sa mantenere l’equilibrio armonioso della figura, con l’estrema precisione dei movimenti, sia nel dare inizio all’esecuzione di una evoluzione, sia durante lo svolgimento, e soprattutto, nella conclusione in posizione ferma. Quest’ultima immagine descrive il significato del lemma, riferito alla postura: per quanto il concetto posturale, per la Kinesiopatia®, sia maggiormente focalizzato sull’aspetto dinamico del corpo nello spazio, piuttosto che sul mantenimento di una perpendicolarità dello stesso rispetto al piano del terreno, l’immagine di eleganza e armonia del movimento racconta l’idea di habitus, cioè del modo con cui il nostro “IO” si presenta e rappresenta, in relazione all’ecosistema in cui vive. La perdita dell’aplomb, può essere vista come l’inadeguatezza dell’organismo a fronteggiare gli stressor o ad utilizzare le proprie capacità allostatiche, vuoi perché il logoramento derivante dallo stress cronico tende a depauperare la forza vitale, riducendo al capienza adattativa presente in ognuno di noi, vuoi per il fatto che viene usurata la stamina individuale e soggettiva, che costituisce l’abilità essenziale del nostro corpo ad interagire con l’universo che ci circonda.

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