somatoemotività

definizione

Molto spesso tendiamo a dimenticare l’aspetto spirituale che informa la materia e, allo stesso modo, siamo portati a trascurare o dimenticare la materia che permette allo spirito di localizzarsi: non esiste una sostanziale differenza fra emozioni ed entità viscerali, fra forma e pensiero, fra ragione ed istinto che debbono essere considerate come le due facce di una stessa medaglia che non possono esistere, l’una senza l’altra, sincronicamente.

In una visione che intende vedere l’essere umano come un olos, una entità indivisibile, non si può pensare che esista una opposizione metafisica fra anima e corpo, bensì una “somatoemotività”, come espressione di una stretta interrelazione fra gli aspetti ritmici che ci contraddistinguono come essere unitario e indivisibile: solo attraverso la percezione del nostro sé possiamo creare un accordo armonico fra la nostra personalità e la nostra individualità.

La perdita del contatto col nostro corpo, con le nostre emozioni, con il nostro sentire a livello di pelle, spesso, ci allontana dalle nostre vere sensazioni, forma di conoscenza viscerale che trascende e supera ogni razionalizzazione o interpretazione psicoanalitica della realtà, per cui recuperare se stessi diventa essere se stessi, attraverso il riconoscimento di ciò che proviamo veramente, senza interposizioni di falsi totem generati da educazione o convenzione: riscoprire, attraverso il respiro ed il contatto ciò che sentiamo “dentro” è un percorso di riscoperta di ciò che siamo, indipendentemente dalle sovrastrutture che le nostre paure, che la paura del dolore ci ha imposto.

Sentire per comprendere e conoscere fino in fondo ciò che è giusto o sbagliato per noi, ciò che ci fa star bene o ci fa veramente soffrire: riscoprire il vero sé che è stato sepolto da strati di esperienze negative, ammantato dal velo trasfigurante del ricordo permette di distinguere i comportamenti egodistonici che ci allontanano dalla sintonia col nostro sé (egosintonia).

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