Sindrome da sensibilità al glutine non-celiaca

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ultimo aggiornamento: 1 giugno 2018 alle 17:10

Definita con l’acronimo N.C.G.S. (Non-Celiac Gluten Sensitivity), è una sindrome caratterizzata da un insieme di manifestazioni intestinali ed extra-intestinali, associati all’ingestione di alimenti contenenti glutine, che si manifesta in soggetti non affetti da Morbo Celiaco o allergia al grano. I sintomi sono piuttosto eterogenei ed aspecifici e di intensità decisamente meno importanti, rispetto alle conseguenze del contatto col glutine nei pazienti celiaci. Sintomi frequenti sono l’insorgenza di una Sindrome dell’Intestino Irritabile, flatulenza, bloating, dolore addominale e alterata peristalsi. Non si hanno ancora degli strumenti per riconoscerla: in genere, la diagnosi avviene per esclusione della celiachia, basandosi su sintomi come mente annebbiata,  obnubilamento del sensorionausea, problemi intestinali, dolori muscolari e stanchezza. Vengono associati alla “Sensibilità al Glutine Non-Celiaca”, come spesso accade alle “patologie” dai contorni non ben definite, responsabilità nella genesi di disordini delle sfera psichica o in ambito neurologico, assegnandole la responsabilità di alcuni tipi di neuropatie periferiche, depressione, atassia, schizofrenia, autismo, allucinazioni, stati paranoidi … Alcuni associano questo quadro eziopatologico alla Sindrome dell’Intestino Permeabile, relazionando i disturbi neurologici allo stato infiammatorio ed al conseguente passaggio di proteine derivate dai cereali nel sangue, permettendo loro di giungere a livello cerebrale. La cura, anche in questo caso, è l’eliminazione del glutine, mentre possono essere tollerati gli alimenti con tracce di glutine o piccole quantità di questa proteina, anche se in realtà non è certo che la proteina scatenante le manifestazioni sia effettivamente il glutine o altre proteine dei cereali, al punto che viene proposta la definizione “Non-Celiac Wheat Sensitivity” (NCWS), come alternativa. Poiché la “malattia” è stata ipotizzata all’inizio degli anni ’80 dello scorso secolo, la mancanza di indicatori bioumorali per una diagnosi precisa pone seri dubbi sulla esistenza di questa Sindrome.

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