diarrea infiammatoria

Dal greco διάρροια, (diárroiadiarrea), derivato dal dal verbo διαρρέω (diarréo → scorrere attraverso, filtrare), composto da δια (diá → attraverso, per mezzo di) e ῥέω (réo → scorrere): disturbo della defecazione caratterizzata da un danno della mucosa intestinale, dovuto alla flogosi della parete intestinale, che può essere causato da svariati fattori: autoimmunità, ipersensibilità, infezioni, radiazioni, ischemia intestinale, farmaci, Morbo di Crohn, Retto-colite Ulcerosa, Morbo Celiaco, allergie alimentari; a causa del processo infiammatorio e di lesioni ulcerative, le feci contengono notevoli quantità di acqua e spesso si arricchiscono di proteine, muco, pus, leucociti e sangue, spesso associati a malassorbimento e deficit nutrizionali: questo tipo di diarrea è embricato strettamente con la diarrea secretoria, in quanto, spesso, c’è una sovrapposizione di queste due forme. Il danno infiammatorio stimola l’invasione della lamina propria intestinale da parte di cellule della serie bianca (macrofagi, linfociti, plasmacellule), che producono fattori, come l’istamina e la serotonina, in grado di stimolare l’attività secretiva delle cripte della parete intestinale: in questo modo l’epitelio intestinale assume le caratteristiche di un tessuto con ridotte capacità assorbenti ed aumentate capacità secretive, che genera la diarrea; se il danno infiammatorio continua, si possono formare anche ulcere cui segue formazione di un essudato, proveniente dai capillari, contenente proteine e sangue. Si può comprendere che le diarree infiammatorie sono di tipo misto, ovvero presentano sia i meccanismi delle diarree secretive che di quelle osmotiche, in quanto i meccanismi coinvolti nel loro sviluppo sono eterogenei, ma le specifiche sono differenti a seconda della malattia sottostante.