chinesiofobia

ultimo aggiornamento: 8 Novembre 2020 alle 17:18

definizione

Paura del dolore causato dal movimento: è un termine usato nel contesto della medicina riabilitativa e della terapia fisica; detta anche cinesofobia o kinesiofobia, deve essere considerata un fattore che, in presenza di lesioni pregresse, ostacola la riabilitazione e prolunga la disabilità e il dolore, ritardando il ritorno alle attività normali e alla vita pre-infortunio.

Come conseguenza di un episodio che provoca dolore muscolo-scheletrico acuto, è stato dimostrato che molti fattori, siano essi fisici, biologici, cognitivi, comportamentali, sociali, occupazionali, si associano ad una prognosi sfavorevole: questo ha permesso di comprendere i motivi del persistere di sintomi e/o disabilità in alcune persone a distanza di molto tempo dall’episodio acuto, quindi anche a guarigione del tessuto avvenuta.

Tra i più importanti sono stati individuati i fattori psicologici negativi (reazioni maladattative), come la paura: chi ha tendenza ad avere atteggiamenti catastrofici o fobici in relazione all’episodio di dolore acuto del tipo «mi sono fatto male alla schiena, allora non alzerò mai più pesi da terra piegandomi in avanti ma solo facendo forza con le ginocchia», avrà un maggiore rischio di sviluppare un dolore cronico rispetto a chi non manifesta questa predisposizione. Queste persone reagiscono in maniere eccessiva in risposta a minacce reali o potenziali, sviluppando comportamenti di evitamento inappropriati del tipo «non piegherò più la schiena perché temo di danneggiarla ulteriormente» o «non alzo pesi perché i tendini della spalla potrebbero lacerarsi» con la convinzione errata di prevenire una nuova lesione o un infortunio. Questi comportamenti differiscono dalle fisiologiche risposte di protezione e difesa che caratterizzano il primo periodo successivo ad un trauma.

chinesofobia e dolore muscolo-scheletrico cronico

Esiste una connessione comprovata tra kinesiofobia e le manifestazioni dolorose; anche in assenza di stimoli nocicettivi, il cervello dei pazienti con dolore muscolo-scheletrico cronico ha generalmente acquisito una memoria protettiva del dolore: una volta sperimentato il dolore durante specifici movimenti, la persona tenderà ad assumere posture antalgiche o schemi di movimento antalgici finalizzati ad eludere l’insorgenza di algia, potendo anche arrivare a manifestare discinesie.

La cinesofobia, cioè la paura del movimento raramente è applicabile a tutti i tipi di attività fisica o motoria, ma piuttosto si applica a determinati movimenti: a titolo di esempio si pensi all’estensione del collo nei soggetti che hanno subito un colpo di frusta, i movimenti della spalla in chi è affetto da sindrome da impingement oppure la flessione in direzione anteriore in chi ha una lombalgia; il cervello, in queste manifestazioni croniche di dolore muscolo-scheletrico, sviluppa una memoria del dolore a lungo termine, associando movimenti specifici all’idea che possano scatenare nuovamente dolore e pertanto li vivono come un pericolo o una possibile minaccia. La conseguenza è che, spesso, la semplice idea di effettuare una mossa potenzialmente pericolosa, cioè che potrebbe scatenare dolore, è sufficiente affinché la paura procuri dolore (senza nocicezione) e vengano messa in atto una strategia di controllo motorio finalizzato alla protezione.

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