reazione avversa

definizione

Chiamata, in inglese, «adverse reaction» o «adverse drug reaction» (A.D.R.), sottintendendo, nel secondo caso, un necessario nesso causale con la somministrazione di una “droga” è una qualsiasi reazione nociva, non intenzionale, che si verifica a dosi normalmente usate in terapia o che si può verificare a seguito di particolari modifiche fisiologiche come la gravidanza, l’allattamento, la senescenza o alcune patologie che determinano una modificazione della fisiologia dell’organismo e le sue modalità di metabolizzazione.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la reazione avversa come «una risposta ad un farmaco, nociva e non intenzionale, che avvenga alle dosi normalmente usate nell’uomo»: in questa definizione l’elemento cardine, è la presenza di fattori individuali; occorre evidenziare anche la presenza di una possibile «reazione avversa inaspettata», cioè «una reazione avversa, la cui natura o severità non è in accordo con quanto riportato sul foglietto illustrativo e con l’autorizzazione rilasciata per la sua commercializzazione, o inaspettata in base alle caratteristiche del farmaco». dove il punto cardine è il fatto che l’evento è ignoto.

considerazioni

La reazione avversa coinvolge meccanismi sia di tipo farmacologico (inerenti il farmaco), sia immunologico (perché il farmaco si comporta da antigene), sia metabolico (perché i farmaci possono interferire col metabolismo), che possono causare una nuova patologia definita iatrogena (cioè mediata da farmaci) che potrebbe anche determinare la morte del paziente stesso.

Le reazioni avverse da farmaci, sostanzialmente, sono legate a:

⇒ dosaggio – la dose alla quale si manifesta una reazione avversa è diversa a seconda del soggetto.

allergia – manifestazioni che si verificano in seguito a una reazione anomala ed eccessiva del sistema immunitario dopo l’assunzione di un medicinale: si tratta di risposte metaboliche verso il farmaco stesso, che portano alla produzione di sostanze infiammatorie e/o di anticorpi specifici, responsabili dei sintomi e del danno a vari organi.

idiosincrasiaipersensibilità a sostanze di vario tipo che emerge in seguito al primo contatto con esse.

A seconda della reazione sarà necessario rimodulare il dosaggio piuttosto che sospendere/interrompere del tutto il trattamento e attuare le cure del caso: spesso non si conosce il motivo per cui una reazione avversa compare perché non si conosce il meccanismo; ne consegue che non sono preventivabili.

Da un punto di vista eziopatogenetico, sarebbe opportuno essere sicuri che le reazioni avverse siano imputabili al farmaco, per cui bisogna indagare sull’associazione temporale tra assunzione del farmaco e comparsa dei sintomi, controllare se sospendendo la somministrazione della sostanza medicamentosa la reazione avversa regredisce (de-challenge); deve essere evidente una relazione dose/risposta, in quanto, a seconda del dosaggio usato, la risposta deve essere più o meno grave e, ove possibile, controllare se risomministrando il farmaco si rimanifesta la reazione avversa (re-challenge); questa è un’indagine da evitare in caso di shock anafilattico.

Bisogna verificare se il meccanismo d’azione del farmaco può essere compatibile con la reazione avversa e se i farmaci appartenenti alla stessa classe producono la stessa reazione avversa (effetto di classe) ed infine è necessario verificare se questa reazione avversa può essere dovuta alla patologia o ad altri farmaci contemporaneamente somministrati.

Le ADR dovute alla iatrogenicità dei farmaci sono la IVa causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari, le neoplasie e l’ictus.

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