omento

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Dal latino omentum derivato da opimus (grasso), per sincope di opimentum: il termine è derivato da ob (verso=) e pīmō ‎(divenire grasso) derivati da πίων ‎(píōn→grasso). Sinonimo di epiploonPoiché, in particolare nel grande omento (una sorta di grembiule che ricopre le anse intestinali separandole dalla parete addominale), si deposita una grande quantità di grasso fra i foglietti peritoneali che lo compongono, il termine latino sottolinea la pinguità dell’addome.

L’omento è  caratterizzato da due formazioni peritoneali distinte, definite rispettivamente grande omento (o grande epiploon) e piccolo omento (o piccolo epiploon). Il primo è una formazione sierosa che ricopre la massa intestinale a guisa di grembiule (grembiule epiploico o omentale), originando in corrispondenza della grande curvatura gastrica, per poi discendere verso il pube tra le pareti anteriore dell’addome e il pacchetto intestinale e si riflette da davanti a dietro e dal basso in alto per raggiungere il margine anteriore del colon traverso. Nell’adulto è costituito da un’unica lamina nel cui spessore si trovano formazioni vascolari, nervose e depositi più o meno abbondanti di tessuto adiposo.  Il piccolo omento (o piccolo epiploon) è una plicatura del peritoneo viscerale che si estende dalla faccia inferiore del fegato alla faccia superiore del duodeno e alla piccola curvatura dello stomaco, nella cui compagine decorrono il coledoco, la vena porta e l’arteria epatica.

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