epiploon

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Dal greco ἐπί (epi→sopra) e πλοον (ploon→che galleggia), derivato di πλεῖν (plêin →fluttuare, navigare), nel senso di ‘(membrana) fluttuante al di sopra’. 

Ripiegatura del peritoneo, derivata dal mesogastrio e dal mesocolon, con funzione di protezione della massa delle anse dell’intestino tenue, che congiunge tra loro i visceri dell’addome; tesa fra i visceri, prende nome di “epiploon (o legamento) gastro-epatico“, detto anche “piccolo omento“, e “epiploon (o legamento) gastro-colico“, detto anche grande omento. Quest’ultimo ricopre la massa intestinale a guisa di grembiule (per questo viene spesso definito “grembiule epiploico), permettendo alle anse intestinali di mantenere mobilità, grazie alle caratteristiche della sierosa, pur esercitando un’azione di contenimento.

Esiste una “retrocavità degli epiploon“, che comunica con la grande cavità peritoneale attraverso uno stretto orifizio, il forame epiploico di Winslow; detta anche borsa omentale,  ha forma irregolare ed è localizzata dietro allo stomaco, ma si estende oltre i suoi limiti, facilitando i movimenti gastrici.

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