ipocondria

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ultimo aggiornamento: 21 Agosto 2017 alle 23:56

Dal greco ὑποχόνδρια (hypochóndriaipocondrio), composta dal prefisso ὑπο– (hypo– → scarso) e χονδρίον (chondríon → cartilagine): nell’antichità il termine  veniva utilizzato per descrivere un senso di malore aspecifico, localizzato nell’area addominale o subito sotto le coste (ipocondrio), facendo si che la regione venisse considerata come sede della malinconia; infatti per ipocondria si intende un senso preoccupazione ansiosa, organicamente infondata, relativa alla propria salute o alla condizione di particolari organi interni. In termini medici la definizione corretta sarebbe patofobia, un disturbo compulsivo e ossessivo  caratterizzato da una preoccupazione eccessiva e infondata di una persona riguardo alla propria salute, associato alla convinzione che qualsiasi presunto sintomo avvertito dalla persona o una qualsiasi visita medica di routine possa essere segno o rivelare una qualche patologia. Il termine ipocondriaco spesso è associato alla figura del “malato immaginario”: l’ipocondriaco tende a sopravvalutare ossessivamente  sintomi oggettivi come disturbi gastrointestinali, palpitazioni cardiache o dolori muscolari, indipendentemente dal fatto che una valutazione specialistica evidenzi  che tali sintomi non indicano nessuna effettiva patologia, o comunque non una patologia abbastanza grave da giustificare il livello di ansia e paura. Oltre alla più tipica e diffusa forma nevrotica ovvero collegata ad un disturbo d’ansia del soggetto, alcune gravi manifestazioni di ipocondria, ad esempio in presenza di deliri e allucinazioni, possono essere classificate come veri e propri disturbi psichici; in questo caso l’ipocondria viene definita un disturbo somatoforme, paragonabile alle malattie psicosomatiche. Lo scopo dell’ipocondriaco, conscio od inconscio, è quello di allontanarsi dai propri disagi, dalla sensazione di fallimento o di incapacità, ricercando manifestazioni rassicuranti e attenzioni che attenuino l’ansia; può essere definita come una forma di difesa da situazioni percepite come pericolo, nell’ambito della vita relazionale e sociale oppure riferite all’autostima ed all’identità personale.

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