ultimo aggiornamento: 8 Maggio 2025 alle 13:05
definizione
Materiale giallo-biancastro che si accumula sulla superficie delle ferite cutanee, composto da tessuto necrotico, essudato, leucociti e batteri: lo slough è un tipo di tessuto non vitale che indica la presenza di tessuto necrotico e/o devitalizzato che agisce come focolaio di infezione essendo pertanto in grado si prolungare la flogosi, ostacolare meccanicamente la contrazione della ferita ed interferire con il processo di riepitelizzazione; è una caratteristica comune delle ferite croniche che può ostacolare la guarigione se non viene rimosso. Il termine inglese slough, letteralmente, può essere tradotto con “pantano”
Lo slough è essenzialmente il sottoprodotto della fase infiammatoria della guarigione della ferita, composto da fibrina, leucociti, cellule morte, microrganismi e materiale proteico: il suo aspetto
è tipicamente quello di un tessuto fibrinoso, viscoso, di colore giallo pallido (può variare dal giallo al marrone chiaro) che solitamente ricopre il letto della ferita, talvolta cremoso, talaltra può essere trovato disidratato e aderente alletto della ferita oppure sciolto e filante (se associato ad una maggiore umidità sul letto della ferita); differisce dall’escara, che appare come un tessuto necrotico secco, a causa della ridotta apporto di sangue, ove si osserva una corretta presenza di fibrina, una proteina che partecipa alla coagulazione del sangue e alla formazione di una rete proteica che aiuta a riparare la ferita, che è una componente importante della riparazione tissutale e aiuta a chiudere la ferita.
Lo slough attrae i batteri sulla superficie della ferita (bioburden), creando un biofilm che contribuisce a ritardare la guarigione ed ad incrementare la flogosi, con incremento dell’attività dei globuli bianchi che si infiltrano nel letto della ferita causando edema perilesionale ed aumento dell’essudato.