inanizione

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definizione

Il risultato della soppressione completa (inanizione assoluta o acuta, corrispondente al concetto di digiuno) o della riduzione dell’alimentazione sotto il minimo necessario (inanizione relativa o cronica, ipoalimentazione, denutrizione, malnutrizione, iponutrizione): esaurimento delle forze fisiche, stato di grave denutrizione, assimilabile al conetto di inedia; deriva dal latino inanitiōnem (→ svuotamento) che discende inanire (→ vuotare) e da inanis (vuoto, vano).

L’inanizione assoluta può essere sopportata dall’uomo per alcune settimane, anche se il grado di resistenza dipende dallo stato di nutrizione precedente: nell’inanizione cronica s’ha una diminuzione del peso, scomparsa di gran parte delle riserve adipose, riduzione delle masse muscolari, aumentata ricettività alle malattie infettive, per effetto dello stress cronico che riduce l’attività del sistema immunitario, attivando l’asse H.P.A. con segni di deficienza di alcune ghiandole endocrine; l’inanizione cronica può essere puramente quantitativa oppure qualitativa, per la riduzione dell’apporto di alcuni costituenti della dieta normale, con apporto normale o anche aumentato di altri (diete squilibrate).

La deficienza alimentare qualitativa, parzializzata o specializzata, viene definita anche carenza: portare allo sviluppo di patologie da carenza, ripartibili in vari gruppi, sintomatologicamente ben differenziate, a seconda che la deficienza colpisce le proteine, i grassi, i carboidrati, i sali o le vitamine della dieta.

La grave inanizione, che può portare alla morte, genera un’atrofia generale di quasi tutti gli organi ad esclusione del cuore e del cervello che conservano il loro peso quasi inalterato: questo fenomeno, tipico del digiuno, si genera per il fatto che i tessuti indispensabili per la vita sono risparmiati a spese dei meno essenziali.

 

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