complessione

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definizione

Letteralmente lo stato, la struttura e (o) l’aspetto di una persona, ma anche, più semplicemente la costituzione fisica o la corporatura: può assumere il significato di corporatura, costituzione, fibra, fisico, tempra, stamina o, essere considerato un sinonimo di “persona”; dal latino complexio (→ abbraccio, compagine, temperamento), derivato da complexus (→ complesso, nel senso del tutto, ovvero l’insieme, in quanto costituito di più parti o elementi, che risulta dall’unione di più parti o elementi), da complecti (→ stringere, comprendere, abbracciare).

L’etimologia, il fatto che il lemma derivi da “complesso”, sottintende che vi sia, appunto “una complessità” intrinseca, che non possa essere semplificata in quanto sottintende il fatto che ciò che vediamo abbraccia e cinge la moltitudine delle apparenze e dei significati in un unicum: complecti significa, alla lettera, “piegare insieme”, per cui la complexio è il sunto (riepilogo) che, nel descrivere, abbraccia i vari aspetti, riconoscendo che la complessità esprime il fatto che ciò che vediamo nasconde aspetti nascosti dal “ripiegarsi su sé stessi”, che contraddistinguono (anche) il temperamento o il carattere di una persona.

Pertanto la complessione può indicare, di volta in volta, lo stato di una persona, il suo temperamento, il carattere o la struttura oppure la situazione complessiva di salute che la contraddistingue, o l’aspetto esteriore: può essere assimilata a ciò che, comunemente, viene definita la costituzione (… sana e robusta costituzione o, in antitesi, una costituzione gracile), ponendo l’accento sullo stato fisico o ponendo attenzione alla corporatura, spostando l’attenzione sulla stazza, sulla forma, sull’aspetto del corpo; all’opposto, talvolta, con complessione si trasla l’attenzione alla tempra morale e intellettuale, potendo esprimere un temperamento (complessione biliosa) o una disposizione d’animo (complessione sanguigna).

In realtà la complessione rappresenta l’intersezione fra questi due piani, volendo rappresentare la relazione fra l’aspetto fisico ed il carattere o l’indole, richiamando il concetto di olos.

filosofia e complessione

Complexio causatur ex qualitatibus activis et passivis…
ex compiexione aliqui sunt magis aliis ad concupiscentias vel iras apti…
Complexio autem maxime aequalis est complexio corporis humani

(San Tommaso d’Aquino – Cont. Gent. II 63).

[traduzione: “La complessione è causata da qualità attive e passive… a causa della complessità, alcune persone sono più inclini di altre ai desideri o alla rabbia… la complessione, tuttavia, è più vicina alla complessità del corpo umano.”]

Questa citazione, riconducibile alla filosofia scolastica, spiega che la complessione (costituzione fisico-psichica) nasce dall’equilibrio delle qualità attive/passive e determina inclinazioni innate alle passioni (ira, concupiscenza) e definisce quella umana come la più equilibrata o temperata tra le creature; Galeno ritiene che sia l’espressione dalla combinazione delle qualità elementari (caldo, freddo, secco, umido) o, se si preferisce rifarsi ad Ippocrate, il risultato dell’azione degli umori.

In Dante la complessione indica la natura personale (predisposizione), il temperamento, la costituzione fisica o la conformazione individuale: “certi per complessione collerica sono ad ira disposti – e questi cotali vizii sono innati… Altri sono vizii consuetudinarii, a li quali non ha colpa la complessione ” oppure “queste etadi possono essere più lunghe e più corte secondo la complessione nostra e la composizione” sono solo due citazioni dal Convivio ove se ne parla.

E però dico che quando l’umano seme cade nel suo recettaculo, cioè ne la matrice, esso porta seco la vertù de l’anima generativa e la vertù del cielo e la vertù de li elementi legati, cioè la complessione”, si sottintende che la complessione non sia altro che il risultato della mescolanza dei quattro elementi che entrano nella conformazione dell’organismo umano, e delle loro proprietà (caldo, freddo, secco, umido); “la complessione del seme puote essere migliore e men buona” ovvero“l’arco [della vita]… sarebbe eguale, se la materia de la nostra seminale complessione non impedisse la regola de la umana natura.”.

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