disprassia

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ultimo aggiornamento: 17 Settembre 2020 alle 23:29

definizione

Disturbo della coordinazione e del movimento, può essere definita come la difficoltà di compiere gesti coordinati e diretti a un determinato fine; dal greco δυς– (dys → male) e πραξία (praxía → atto), derivato dal tema di πράσσω (prásso → fare).

Viene generalmente inclusa nella definizione di “disturbi della coordinazione motoria (DCD → Developmental Coordination Disorder): è una affezione complessa, che coinvolge sia la sfera motoria, sia la sfera linguistica, sia l’area cognitiva.

disprassia nel bambino

Spesso è una manifestazione dell’età infantile e può comportare goffaggine, problemi nell’organizzare il lavoro e nel seguire delle istruzioni: l’aspetto caratterizzante è la non corretta esecuzione di una sequenza motoria, che risulta alterata nei requisiti spaziali e temporali. La manifestazione disprassica, frequentemente, è associata a movimenti non richiesti (paraprassie); la conseguenza è che l’attività motoria, anche se eseguita con rapidità ed in modo apparentemente abile, può essere del tutto inefficace e scorretta nonostante siano integre le funzioni volitive, la forza muscolare, la coordinazione e la disposizione a collaborare.

Nel bambino disprassico si riscontra una ridotta capacità di rappresentazione dell’oggetto su cui agire, dell’intera azione e delle sequenze che la compongono: difficoltà di pianificazione, ad avviare i programmi, a prevedere il risultato, a controllare le sequenze e l’intera attività, a verificare e eventualmente correggere il piano d’azione; la disprassia può essere associata a problemi di linguaggio, di percezione e di elaborazione del pensiero o a manifestazioni quali dislessia, disgrafia e discinesia.

Kinesiologia Transazionale® e disprassia

La disprassia, soprattutto quando è accompagnata da forme di dislessia o disergia, o alterazione della coordinazione motoria, è considerata in Kinesiologia Transazionale® una forma di “dis-organizzazione neurologica” o di “switching ricorrente”: entrambe queste manifestazioni sono riconducibili a forme di dis-stress cronico in grado di modificare la perfusione cerebrale.

Attraverso l’utilizzo di tecniche di integrazione emisferica, quali la rimodellazione Dennison della lateralità, o esercizi derivati dall’Oltrelostress Coaching®, è possibile rieducare i bambini che manifestano questi sintomi, aiutandoli a riappropriarsi delle proprie capacità.

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