anastomosi

Dal greco ἀναστόμωσις (anastómōsis → sbocco), derivato da ἀναστομόω (anastomóo → aprire un’imboccatura): comunicazione fra vasi sanguigni, che si realizza a livello pre-capillare; possono essere veno-venose, in genere fistole che mettono in comunicazione due vene; artero-arteriose, di cui un esempio tipico è la circolazione dell’intestino tenue, irrorato grazie a una rete anastomotica, che garantisce il continuo e costante flusso di sangue anche in caso di occlusione parziale o totale di un’arteria; artero-venose. Nelle anastomosi artero-venose esistono formazioni sfinteriche o cuscinetti intimali di muscolatura liscia, ai quali è affidato il compito di chiusura (o di pervietà) dell’arteriola, favorendo il deflusso sanguigno verso il versante venoso: l’afflusso di sangue ai capillari sottocutanei, è regolato da anastomosi di questo tipo. A livello dei plessi profondi del derma, sono presenti queste strutture vascolari, in grado di regolare l’afflusso di sangue ai distretti di competenza, intervenendo, ad esempio nella gestione della temperatura corporea, attraverso la conservazione o dispersione del calore, o nella risposta allo stress, provocando il blood-shift dal letto capillare periferico.

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