villi aracnoidei

Il termine villo deriva dal latino villus (→ pelo, vello) mentre l’aggettivo aracnoideo si riferisce all’endotelio che riveste la dura madre, lo strato intermedio delle meningi: viene utilizzato per descrivere le strutture presenti sulla superficie della dura madre meningea che, per la forma, possono ricordare dei peli, costituiti dalla estroflessione dell’aracnoide che la perforano, creando una sorta di vello. A livello della teca cranica,  la pachimeninge è suddivisa in una porzione che si continua nel periostio senza soluzione di continuità, rendendo virtuale lo spazio epidurale, ed uno strato interno, definito meningeo per la sua contiguità con la leptomeninge: anche se i due foglietti della dura madre, costituiti da connettivo fibroso contenete fibre elastiche, devono essere considerati come un’unica struttura, solamente la dura madre periostale è fortemente adesa all’osso, soprattutto nelle zone sotto le suture, a livello della base cranica e sul contorno del grande forame occipitale; la dura madre meningea, pur fondendosi con la parte periostale in corrispondenza del forame magno e dei fori o delle fessure attraverso cui penetrano o fuoriescono le vie nervose, mantiene una certa lassità, permettendo al sangue refluo proveniente dall’encefalo di creare canali, definiti seni venosi della dura madre, che si insinuano fra i due foglietti, nei punti di in cui sono presenti le pieghe di riflessione dove la pachimeninge meningea tende a separarsi dal periostio. I seni venosi e lagune venose (ectasie dei seni stessi) sono, pertanto, dei vasi venosi particolari che non dispongono di una parete propria, ma che sono costituiti strutturalmente dai due strati della dura madre che si scollano per incanalare il sangue venoso al loro interno e convogliarlo verso il bulbo della vena giugulare interna, all’uscita del foro giugulare, attraverso cui defluisce dal cranio. Poiché in corrispondenza della calvaria, la dura madre meningea presenta una struttura cribrosa, l’aracnoide, adesa sulla sua faccia ventrale, tende a estrudersi all’interno delle lagune venose e dei seni venosi, per effetto della differenza di pressione esistente fra il liquido cefalo-rachidiano contenuto negli spazi subaracnoidei ed il sangue venoso; asportando la callotta cranica, con la dura madre periostiale, sarebbe possibile vedere la presenza, sulla superficie della pachimeninge meningea, di una sorta di vello o di peluria: i villi aracnoidei, piccole protrusioni che consentono al liquor di ritornare nel flusso sanguigno, che possono andare incontro a dilatazione nella porzione apicale, formando le granulazioni del Pacchioni.

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