callotta cranica

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Il termine callotta (o calotta) viene utilizzato per descrivere una volta di copertura, in genere di forma vagamente sferica,  di una cupola; va da sé che riferito alla teca cranica, descrivendo la forma della calvaria. L’etimologia è controversa in quanto si suppone che possa riferirsi al cappello a forma di cupola senza tesa, talvolta detto anche zucchetto, portato dagli arabi ( kalûta); il nome sembra derivare a sua volta dal greco καλύπτρα (kalýptra → copricapo, nel senso di coprire il capo, velare), derivato da καλύπτω (kalýptō → nascondere, velare). In pratica il lemma viene impiegato per circoscrivere la parte superiore del cranio, formata dall’insieme di diverse ossa piatte (osso frontale, occipite, ossa parietali, ossa temporali), interconnesse mediante suture: di forma ovoidale, la calotta cranica è delimitata in basso dalla base del cranio. delimitata da una sezione circolare passante anteriormente 2-3 cm a livello delle arcate sopracciliari e, posteriormente, della protuberanza occipitale esterna (inion). La sua faccia profonda è rivestita da un sottile strato di periostio a cui aderisce intimamente, senza soluzione di continuità, la dura madre periostale, il foglietto più esterno della pachimeninge, mentre la superficie esterna è ricoperta dal cuoio capelluto.

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