dispnea

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Dal greco δύσπνοια  (dýspnoia → difficoltà del respiro), composto da δυς– (dys → male,  cattivo) e e πνέα (pnéa → respiro):respirazione difficoltosa, spesso definita “fame d’aria“, “senso di peso sul torace”, frequentemente associato a “incapacità di effettuare un respiro profondo”, ma che, comunque, comporta l’aumento dello sforzo respiratorio, con la conseguenza di un impegno muscolare non spontaneo, per compiere inspirazioni ed espirazioni; si tratta di un sintomo avvertito e accusato solo dal paziente, che può prescindere, in alcuni casi, da qualsiasi difficoltà obiettiva all’espletamento di una normale funzione respiratoria e per questo è paragonabile, in un certo senso, al dolore che, anche se provocato da una identica stimolazione, può suscitare sensazioni di intensità molto variabile, da soggetto a soggetto. Questa manifestazione insorge in seguito ad un aumento del lavoro respiratorio oppure quando vengono stimolati i centri respiratori situati nel tronco encefalico o i recettori dislocati a livello di vie aeree superiori, spazio alveolare ed interstiziale, muscoli respiratori e parete toracica. La difficoltà respiratoria può presentarsi improvvisamente (dispnea acuta) o in modo graduale, come accade in malattie croniche di varia origine: spesso, rappresenta il sintomo cardine di patologie delle vie respiratorie, soprattutto bronco-polmonari o pleuriche, ma può essere l’espressione di affezioni  otorinolaringologiche, neurologiche o neuro-muscolari, anomalie della gabbia toracica come nella scoliosi grave, metaboliche, cardio-circolatorie oppure essere causata da ansia e stress; può essere di natura funzionale, quando si tratta di un fenomeno compensatorio attuato per superare un ostacolo alla regolare ventilazione polmonare, oppure a soddisfare una maggiore richiesta di ossigeno dell’organismo.

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