haustra coli

ultimo aggiornamento: 16 Agosto 2017 alle 19:25

Locuzione latina composta da haustrum ( → tasca, secchio) e coli (letteralmente “del colon”); significa letteralmente “sacco (tasca, secchio, otre, vuoto) del colon”: il termine è stato introdotto in anatomia da Albrecht von Haller nel XVIII secolo; nell’antichità, haustra era il nome dei dispositivi (tasche o sacchi) utilizzati per attingere l’acqua da un pozzo, per vuotare: per estensione, il termine viene usato per indicare qualsiasi oggetto con la forma sacculare.  taeniae coli - haustra coli - pliche semilunari + valvola ileo-cecaleUtilizzata per descrivere gli infossamenti (o tasche emisferiche) ben visibili nella superficie interna del colon; serie di gibbosità tra loro separate dalle pliche mucose trasversali del colon (pliche semilunari), dovute alla sinergia delle contrazioni della tonaca muscolare circolare, che si sommano con la contrazione delle tenie; questi ispessimenti nastriformi longitudinali, “taeniae coli“, formano dalle sacculazioni come conseguenza della contrazione australe, un movimento di segmentazione, di tipo peristaltico,  che conferisce al viscere un caratteristico aspetto a segmentato: quando una haustra si riempie di chimo, stimola la contrazione muscolare che favorisce il transito del contenuto intestinale alla haustra seguente. Le haustra si presentano come sacculi semisferici posti fra le pieghe che circondano parzialmente il lume dell’organo; spesso una plica semilunare molto rilevata è seguita da una meno rilevata, creando haustra di differente profondità. La scomparsa delle haustra è un tipico segno della Retto-Colite Ulcerosa; anche nel volvolo sigmoideo, si nota la scomparsa delle haustra.

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