encefalina

Il termine deriva dall’inglese enkephalin, che a sua volta nasce dal greco ἐγκέϕαλος (enképhaloscervello, encefalo): gruppo di neuropeptidi, della classe delle endorfine, considerati mediatori nell’ambito dei meccanismi per l’integrazione della sensibilità dolorifica per la loro attività analgesica assimilabile alla morfina. I recettori su cui si fissano per esplicare la loro azione sono gli stessi della morfina, da cui la denominazione oppioidi endogeni: sono localizzate nelle regioni del cervello che giocano un ruolo importante nella ricezione e nello smistamento degli stimoli dolorosi; le encefaline inibiscono inoltre l’azione della cosiddetta sostanza P, il messaggero naturale del dolore nel midollo spinale.

Sono state isolate sia a livello encefalico (ipofisi, sistema limbico, corpo striato, nucleo solitario del bulbo), sia nel midollo spinale (corno posteriore), nella midollare del surrene e nelle pareti intestinali, verosimilmente prodotti dal sistema metasimpatico intestinale.

Attualmente se ne conoscono due varietà la la met-encefalina (met-e), caratterizzata da una metionina posta al termine della catena amminoacidica, e la leu-encefalina (leu-e), con carbossi-terminale contraddistinto dalla presenza di leucina: come tutte le endorfine, le encefaline sono agonisti fisiologici dei recettori degli alcaloidi stupefacenti dell’oppio (morfina e derivati) e sono implicate nella regolazione della sensazione dolorifica e forse del sonno. Agiscono come cotrasmettitori nei neuroni inibitori della trasmissione del dolore nel midollo spinale; come regolatori dell’ossitocina (la met-e.) e della vasopressina (la leu-e.) a livello della neuroipofisi; come ormoni a livello intestinale.

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