ectoderma

ultimo aggiornamento: 20 Ottobre 2018 alle 11:41

Detto anche ectoblasto, il termine deriva dal greco ἐκτός (ectos- → fuori ) e δέρμα (derma → pelle): rappresenta il foglietto embrionale più esterno, che si forma all’inizio della terza settimana di vita intrauterina con la gastrulazione, a partire dall’epiblasto del disco embrionale. Quando si forma la cavità amniotica, il pavimento è formato da due foglietti costituiti da strati di cellule: lo strato immediatamente a contatto con la cavità amniotica è l’ectoderma, mentre quello sottostante l’endoderma. Nel primo strato compare una linea sagittale, detta linea primitiva, un solco lungo il quale alcune cellule ectodermiche si invaginano sotto l’ectoderma stesso, fermandosi prima dell’endoderma sottostante: il tessuto neoformato deriva dalla proliferazione in direzione rostrale delle cellule di derivazione ectodermica, che scivolano tra l’ectoderma stesso e l’endoderma, creando, in tal modo, il mesoderma intraembrionale, che costituisce l’ultimo dei tre foglietti del disco trilaminare embrionale. Dall’ectoderma si originano l’epidermide e le strutture derivate, il rivestimento epiteliale interno della bocca e del retto, i recettori sensoriali epidermici, cornea e cristallino, la midollare surrenale, lo smalto dei denti, le ossa dermiche e infine il tessuto nervoso, mediante il processo detto di neurulazione

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