neuroprassia

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ultimo aggiornamento: 3 Settembre 2017 alle 17:12

Detta anche, forse più propriamente, neuroaprassia, in quanto il lemma neuroprassia deriva dalla crasi dei termini greci νεῦρον (neûron → nervo) e aprassia, cioè ἀπραξία (apraxía → inerzia), composto da ἀ- privativo e πραξία (praxía → atto), derivato dal tema di πράσσω (prásso → fare); termine coniato da Seddon (“Three types of nerve injury.” Brain, 66 – 1943) per classificare le lesioni dei nervi periferici, in seguito è stato ridefinito da Sunderland (“A classification of peripheral nerve injuries producing loss of function.” Brain, 74 – 1951): letteralmente blocco o interruzione transitoria della continuità di un nervo o della sua della funzione di conduzione nervosa, per compressione, ischemia, riscaldamento, contusione o trauma, con conseguente paralisi incompleta e reversibile, di tutte le sue funzioni, motorie, sensitive e trofiche, a cui generalmente non segue una successiva degenerazione, ma che solitamente va incontro a completa restitutio ad integrum, con pieno recupero funzionale. Le tipiche lesioni sono quelle in cui il danno anatomico è specificatamente del rivestimento mielinico delle cellule di Schwann, con conseguente incapacità o alterazione della conduzione dello stimolo nervoso, mentre viene preservata la continuità dell’assone e le altre guaine del nervo, come avviene, ad esempio nelle lesioni del nervo ascellare nella “Sindrome dello spazio quadrilatero di Velpeau“. Clinicamente e strumentalmente (misurazioni ottenibili tramite elettro-miografia) la conduzione nervosa è rallentata o assente, sebbene possa essere preservata prossimamente e distalmente alla lesione; queste alterazioni, in genere lievi e reversibili, sono usualmente localizzate: la guarigione, se trattate prontamente ed in modo appropriato, è totale, con pieno recupero della funzione che solitamente si verifica entro settimane o alcuni mesi dal trauma. Qualora non vengano considerate o trattate adeguatamente, possono evolvere in forme degenerative, fino alla neurotmesi.

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