metaplasia

ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2018 alle 14:30

Dal greco μετάπλασις (metáplasis → trasformazione), composto da μετά– (metá → prefisso che indica mutamento, trasformazione, trasposizione) e πλάσις (plásis → formazione, tessuto): processo per cui gli elementi di un tessuto acquistano caratteri diversi da quelli originari; trasformazione, reversibile, di una cellula o di un tessuto adulto e completamente differenziato, in un tessuto di altro tipo, pure differenziato, in risposta a stimolazioni o a condizioni anomale, senza ritorno allo stadio embrionale. Quando le cellule adulte e differenziate si evolvono in senso diverso da quello fissato dall’ontogenesi si parla di metaplasia. La variazione nell’espressione fenotipica non è da relazionarsi con una variazione genotipica, ma con una differente espressione genica (preesistente nel genoma cellulare) indotta da una variazione nella stimolazione ambientale. L’evoluzione metaplastica non produce un danno strutturale, bensì una alterazione funzionale, pur essendo espressione di processo adattativo: la modifica istologica è dovuta alla perdita delle caratteristiche tipiche di quel tessuto (o di una sua regione); la reversibilità è dovuta al fatto che, essendo il genoma cellulare integro e conservato, al ristabilirsi delle condizioni ottimali, sarà sempre possibile, per la cellula, esprimere nuovamente i geni precedentemente repressi. I processi metaplasici possono indurre la formazione di neoformazioni non tumorali dovute a iperplasia da stimolo (ormonale, chimico, fisico), come, ad esempio, i polipi intestinali. In genere i tessuti coinvolti sono di origine epiteliale o mesenchimale; questo processo di trasformazione cellulare può avere un significato di semplice riparazione fisiologica o essere indotto dall’esigenza di sopportare condizioni ambientali sfavorevoli, come stimoli ormonali, infiammatori, chimici o fisici. Il carattere di reversibilità fa sì che al cessare dello stimolo che ha indotto la modificazione sia ancora possibile recuperare la funzione e la struttura originaria. Il processo metaplastico avviene per cause diverse: nutritive, nervose, meccaniche, chimiche, infiammatorie; alterandosi le condizioni di vita e la loro specifica funzione, le cellule si modificano, pur restando nei limiti della specificità cellulare (epiteliale, mesenchimale …). Esempi possono essere la trasformazione di un connettivo ordinario in connettivo mucoso, o adiposo, o in cartilagine o addirittura in osso, come avviene nell’entesofitosi; oppure la modificazione di epiteli cilindrici in epiteli pavimentosi stratificati corneificati, come per le cellule epidermiche; il processo metaplasico può manifestarsi in proporzioni ridotte e innocue, o assurgere a carattere patologico, come avviene nelle leucoplachie, nella pachidermia della laringe, nell’ittiosi dell’utero. L’eccessiva esposizione a stress dei tessuti metaplasici può dare origine ad alterazioni nella replicazione mitotica, con danno genomico (mutazione, delezione,…): queste alterazioni del patrimonio cromosomico, possono dar luogo alla formazione di neoplasie. Esiste un fenomeno che prende il nome di prosoplasia (metaplasia evolutiva), che consiste nella trasformazione di una cellula in un’altra, appartenente alla stessa linea cellulare (ad esempio epitelio pavimentoso semplice non cheratinizzato che si trasforma in un epitelio pavimentoso semplice cheratinizzato).

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