ernia di Schmorl

Detta anche nodulo intraspongioso di Schmorl, questo tipo di erniazione del disco intervertebrale è caratterizzata dalla protrusione verticale del nucleo polposo e del circostante anello fibroso: in genere, questo tipo di dislocamento del materiale gelatinoso contenuto dall’anulus fibrosus è causato da fenomeni compressivi alla base della colonna vertebrale, in particolare dai traumi verificatisi in età giovanile; anche il sollevamento di pesi consistenti può essere una causa eziopatogenica. In età giovanile, la porzione spongiosa del corpo vertebrale, a livello della superficie articolare, è ancora soggetta a fenomeni di accrescimento e, pertanto, risulta più deformabile: essendo il complesso articolare delle sinfisi intervertebrali paragonabile ad un sistema shock absorber, l’energia cinetica ascendente, dovuta a traumi o compressioni, dovrebbe essere inertizzata dalla deformabilità del disco, che si comporta come un ammortizzatore idraulico; quando il vettore di carico ha una direzione verticale ed una intensità tale da superare la capacità dell’insieme vertebra-disco-vertebra, in presenza di stress  cronico (fenomeno che modifica la capacità articolare di ammortamento: vedasi GAS/GAI e test di Deutsch), si possono osservare fenomeni di cedimento della spongiosa che assorbe, al posto del disco, parte dell’energia cinetica coinvolta, subendo una deformazione, che tende a divenire permanente. L’ernia di Schmorl, non sempre può essere considerata una vera e propria ernia, in quanto talvolta non c’è rottura dell’anulus fibrosus; pur essendo una condizione poco rilevante da un punto di vista clinico, identificata in genere durante esami radiologici, è responsabile dell’assottigliamento dello spessore del disco e della capacità di ammortamento delle componenti gravitazionali o compressive dello stesso, rendendo incapiente il sistema vertebrale.