bias attentivo

ultimo aggiornamento: 15 Aprile 2021 alle 15:06

definizione

Forma di bias, che può essere definita come una  deviazione attenzionale dall’oggettività, esprime sostanzialmente la soggettività interpretativa della realtà: termine utilizzato per descrivere il fatto che la percezione del mondo reale di  una persona è influenzata da fattori selettivi che condizionano la sua attenzione.

La presenza di questi pregiudizi attenzionali, soprattutto in condizioni di stress, determina il modo in cui noi “vediamo” ciò che accade: questo può spiegare l’incapacità di un individuo a considerare possibilità alternative ai costrutti logici che “costruisce” sulla propria personale e soggettiva interpretazione della realtà oggettiva; una weltanschauung in grado di determinare una linea di pensiero che, per il semplice fatto di esistere, tende a prendere il sopravvento sulle possibili differenti opzioni determinando “scelte condizionate”.

Il bias attenzionale potrebbe essere definito come un «pregiudizio attentivo» che implica la tendenza a prestare attenzione ad alcune cose ignorandone contemporaneamente altre.

In pratica, gli stimoli che appaiono come salienti sono in grado di attirare più facilmente l’attenzione, determinando una distorsione nell’elaborazione delle informazioni; ugualmente si può osservare una disattenzione selettiva ovvero il fenomeno per cui l’attenzione viene distolta da stimoli essenziali per orientarsi verso stimoli irrilevanti.

Quando si prendono decisioni, i pregiudizi dell’attenzione possono assumere un ruolo rilevante, nel condizionare le scelte; chi è affetto da ansia, dolore permanente o stress cronico tende a  dare la priorità ai segnali di minaccia e di pericolo, per quanto percepite e non necessariamente reali, rispetto alle manifestazioni di ricompensa o approvazione:  questa tendenza a mettere in atto forme di pregiudizio, porta ad un effetto a spirale negativa, poiché si creerà la tendenza a percepire in prevalenza messaggi negativi, che inducono un incremento dell’ansia, che esacerba ulteriormente la tendenza a evitare stimoli positivi e dare precedenza a quelli disturbanti, mettendo in atto un pattern difensivo, basato sul modello ipervigilanza/evitamento, con manifestazioni di ansia anticipatoria.

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