Sindrome della succlavia ladra

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ultimo aggiornamento: 24 Agosto 2017 alle 15:22

Situazione di alterazione emodinamica in seguito ad ostruzione, parziale o totale, dell’arteria succlavia, a monte dell’origine dell’arteria vertebrale:  la riduzione pressoria causata dalla stenosi,  provoca una ipotensione non solo nella succlavia ma anche nella vertebrale, con la creazione di un flusso retrogrado del sangue, per effetto del gradiente pressorio, a partire dall’arteria basilare e dal Poligono di Willis  e di conseguenza, dal circolo cerebrale. Il “furto della succlavia” viene esacerbato dall’attività fisica dell’arto interessato poiché il flusso sanguigno aumenta in tale situazione: infatti il braccio viene rifornito dal sangue che scorre in una direzione retrograda dall’arteria vertebrale, a scapito della circolazione vertebro-basilare; a causa del divario dei valori della pressione nelle due vertebrali, il sangue passa da quella del lato sano a quella del lato della succlavia occlusa attraverso l’anastomosi situata all’origine dell’arteria basilare. La persistenza del deficit emodinamico dell’arteria basilare sarà invece responsabile della comparsa, oltre che di sintomi di sofferenza dell’arto superiore come dolore, parestesie, disestesia, facile faticabilità, anche di disturbi neurologici caratterizzati da vertigine, disartria e atassia; in presenza di sforzi ripetuti con l’arto superiore del lato malato, può manifestarsi una sincope.

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