fosfene

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ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2018 alle 11:59

Dal greco ϕς (phos → luce» e tema di ϕαίνομαι (phainein → mostrare, apparire): termine utilizzato per descrivere un fenomeno entoptico, caratterizzato dalla percezione di puntini luminosi (o scintille) in assenza di luce; il disturbo è molto diffuso in caso di emicrania. Il fenomeno è stato osservato fin dai tempi dei greci e dai romani fino a Galeno, mentre in tempi più recenti, gli studi sono stati condotti da Keplero e Newton, fino ad arrivare ai primi studi esperimenti da parte di Giovanni Battista Morgagni, nel ‘700. La causa del tale fenomeno è da riscontrarsi in una forte stimolazione meccanica-fisica (ma anche elettrica, magnetica o provocata da radiazioni ionizzanti) dei fotorecettori; talvolta condizioni morbose come l’ipertensione arteriosa, o intossicazioni intossicazioni possono essere la causa scatenante. A volte il fosfene è causato dall’osservazione di punti estremamente luminosi (come il fissare una lampadina o il sole senza protezione) che impressionano la retina; altre volte l’insorgenza deriva dal movimento rapido degli occhi. In alcune occasioni può indicare alterazioni retiniche o le trazioni vitreali, come fori retinici o  l’inizio di un distacco della retina o  da un iniziale distacco posteriore del corpo vitreo o da sue alterazioni.

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