degenerazione walleriana

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Detta anche degenerazione assonale secondaria, è il fenomeno caratterizzato dalla degenerazione e dal riassorbimento del segmento distale di un nervo, allorché sia stato sezionato in tutto il suo spessore. Fenomeno descritto per la prima volta nel 1851, da Augustus Volney Waller, istologo e fisiologo inglese: degenerazione delle fibre nervose che hanno subito una lesione in grado di interrompere loro continuità; l’alterazione morfo-funzionale interessa i segmenti che hanno perduto il loro rapporto con le cellule da cui derivano, poiché queste ne costituiscono il centro trofico. La degenerazione walleriana può colpire tanto le fibre nervose che corrono lungo i centri nervosi (cervello, midollo) quanto quelle che corrono lungo i nervi periferici. La degenerazione walleriana consiste in un processo edematoso di frammentazione e dissoluzione dei costituenti del cilindrasse; la guaina mielinica modifica la sua costituzione chimica, scindendosi nei suoi componenti principali, per poi frantumarsi e scomparire, mentre la guaina nervosa (detta anche neurilemma o guaina di Schwann), presente nei tronchi nervosi periferici, va incontro a fenomeni iperplastici. Se le membrane basali delle cellule di Schwann rimangono intatte, gli assoni possono rigenerarsi dentro le guaine di Schwann e la reinnervazione sarà rapida e perfetta; quando la lesione determina perdita di continuità della cellula di Schwann, la rigenerazione sarà imperfetta; viceversa se la soluzione di continuità investe l’intero nervo, si osserva il decadimento e il regresso; quando avviene vicino al cono di emergenza dell’assone, quindi molto prossimale, anche i pirenofori degenerano e muoiono: in caso di lesione incompleta, si parla di assonotmesi, mentre la sezione completa di un tronco nervoso è detta neurotmesi. Secondo la legge di Waller, la recisione di una radice nervosa spinale sensitiva, praticata tra il ganglio e il midollo spinale, determina degenerazione nelle fibre del moncone verso il midollo e non disturba il trofismo delle fibre rimaste in continuità con il ganglio: questa legge dimostra che il centro trofico delle fibre delle radici spinali sensitive è dislocato nel ganglio, infatti la degenerazione colpisce solo il tratto di fibre separato dal corpo cellulare.

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