mammaliano

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ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2019 alle 14:50

Può essere liberamente tradotto come “relativo ai mammiferi” o “dei mammiferi“, perchè “pertinente alle mammelle“: è l’italianizzazione del termine inglese mammalian, derivato da mammal (mammifero), la cui radice etimologica è il latino mammalia. Il lemma fu coniato nel 1758 da Linnaeus per classificare i mammiferi, traendolo dal plurale neutro “mammalis” (→ relativo al seno), per classificare animali vertebrati caratterizzati dalla presenza nelle femmine di ghiandole mammarie per l’allattamento della prole; infatti discende da mamma (seno), la stessa radice etimologica, in italiano, di madre o, appunto, mamma.

L’aggettivo mammiliano è utilizzato al suo posto, indifferentemente, come sostituto: in questo caso, la radice etimologica è mammilla, antica forma italiana usata come sinonimo di mammella, derivati dal latina mamilla o mammilla, diminutivo di mamma, impiegata per indicare il seno materno o, più specificamente, il capezzolo.

Ci si serve del termine mammaliano, in contrapposizione a rettiliano, per descrivere il sistema limbico e la neo-cortex, detti, appunto, cervello mammaliano: il neurologo e neuro-scienziato Paul Donald MacLean, ritiene che il sistema cerebrospinale sia una struttura trinitaria (“Triune Brain”), caratterizzata dalla presenza di formazioni sovrapposte, frutto del processo filogenetico, con compiti differenziati. Il cervello e le componenti sotto-corticali e spinali possono essere suddivise, nella classificazione di MacLean, in R-Complex, che corrisponde al cervello rettiliano, ed in cervello mammaliano, ripartito a sua volta in Paleopallium e Neopallium, che rappresenta l’evoluzione delle funzioni adattative ed elaborative del sistema nervoso. Per approfondimenti si veda “Il “Cervello Trino” ed il sistema neuro-vascolare

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