joie de vivre

definizione

Letteralmente, dal francese, «gioia di vivere», utilizzato per esprimere una attitudine positiva verso la vita, basata sul concetto di godimento della quotidianità ed esultanza di spirito: l’idea di fondo può essere descritta come una filosofia esistenziale, una weltanschauung fondata sulla gioia nei confronti di qualunque aspetto dell’esperienza; il Dictionnaires Le Robert definisce il termine «joie» come «sentiment exaltant ressenti par toute la conscience» (una sensazione edificante, avvertita dall’intera coscienza), assimilando il concetto di «joie de vivre» a quello di «flow».

Utilizzata già a partire dal XVII secolo, utilizzato da Jules Michelet (1857) per descrivere il contrasto fra la gioia di vivere degli animali e la passività del mondo vegetale, la frase giunse alla ribalta letteraria come titolo del romanzo autobiografico di Émile Zola pubblicato a puntate fra il 1883 ed il 1884: l’idea di gioia e vitalità è rintracciabile nel quadro «Le bonheur de vivre» (la felicità di vivere), un dipinto di Henri Matisse del 1906, in uno stile che rappresentò una vera rivoluzione pittorica, caratterizzato da colori scintillanti; il cromatismo acceso e violento rappresentava la forza dirompente della vita, nella sua aggressività e per questo lo stile fu definito da un giornalista «fauve» (belva).

Da allora, «joie de vivre» ha assunto una connotazione sempre più decisa nel descrivere uno stile di vita, evolvendosi nel tempo in una sorta di “religione” della gioia, ampiamente saccheggiato dalla “cultura hippy” degli anni ’60; si deve allo psicologo francese Jacques Marie Émile Lacan (1994) l’ulteriore notorietà dell’idea, evidenziata ed enfatizzata dal concetto di «jouissance au-delà du principe de plaisir» (godimento oltre il principio di piacere), ripresa negli anni ’90 dalla “new age”. Oggi con Abraham Maslow o Carl Rogers si osserva la riscoperta di ciò che quest’ultimo chiamava «la tranquilla gioia di essere se stessi … un divertimento rilassato spontaneo, un primitivo gioia di vivere ».

La vera essenza di questo “stato dell’essere” potrebbe essere sintetizzato nel quadro «Joie de vivre» di Pablo Picasso che venne dipinto nel 1946 a Antibes, nel quale la sabbia è d’oro, la luminosità del cielo e la calma del mare sono resi da tonalità del blu: il dipinto rappresenta una donna dalle sembianze di un fiore che, al centro di una sorta di balletto pagano, celebra con satiri, fauni e capretti il piacere di vivere, in riva al mare, sotto un cielo di madreperla iridescente.

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