antigene «not-self»

ultimo aggiornamento: 22 Dicembre 2020 alle 11:57

considerazioni

Il sistema immunitario è una complessa forma di difesa dell’organismo verso ciò che viene ritenuto potenzialmente dannose per l’organismo: la risposta immunitaria (indipendentemente dal fatto che sia cellulo-mediata o anticorpo-mediata oppure innata o acquisita) dipende dalla capacità del sistema immunitario di distinguere tra quello ciò che può rivelarsi dannoso, estraneo e perciò da attaccare, e quello che non lo è e che quindi non deve essere attaccato; questa distinzione avviene tra le molecole definite «self» (che compongono l’organismo e, quindi, ritenute non estranee e non dannose) e quelle definite «not-self», antigeni eterologhi immunogeni e molecole antigeniche non riconosciute come proprie.

riconoscimento dell’identità antigenica

Il problema della discriminazione fra «self» (antigeni del sé) e «not-self» (antigeni del non sé) è una questione chiave dell’immunologia: le interazioni tra i differenti tipi di cellule immunitarie consentono al sistema immunitario di riconoscere e attaccare gli antigeni «not-self», come batteri e virus oppure sostanze provenienti da individui non istocompatibili o eterologhe, mentre normalmente rimangono tolleranti agli antigeni «self».

Gli antigeni del sé e gli antigeni del non-sé vengono riconosciuti dalle cellule T tramite la presentazione dell’antigene: le cellule A.P.C. catturano gli antigeni, li rompono in piccoli peptidi e li presentano creando un complesso fra l’epitopo antigenico e le molecole M.H.C.-II: le cellule T interagiscono con il complesso M.H.C.-II + epitopo  tramite i T-cell receptor (T.C.R.) presenti sulla loro superficie, che hanno diversità strutturale generata dal riarrangiamento genico; l’affinità tra l’epitopo presentato e il T.C.R. dipende dalle loro interazione specifica e determina l’attivazione della cellula T, con la conseguente proliferazione antigene-specifica delle cellule T, o la sua inattività. Poiché il numero di potenziali antigeni è enorme, anche il numero di possibili interazioni tra antigeni e T.C.R. è enorme.

modulazione della risposta antigenica verso il sé

Il problema essenziale è come il sistema immunitario sia in grado di riconoscere gli imprevedibili antigeni non-self, a cui risponde, e gli antigeni self verso cui essere tollerante:  come fa il sistema immunitario a mantenere sia la tolleranza agli antigeni del sé sia la capacità di risposta antigenica agli antigeni del non sé?

Classicamente si ritiene che i linfociti T autoreattivi, cioè i linfociti T che hanno T.C.R. con elevata reattività verso gli antigeni self, vengono eliminati nel loro processo di sviluppo, anche incompleta in quanto la selezione negativa elimina solo parzialmente le cellule T autoreattive. Infatti le cellule T autoreattive permangono negli individui sani, anche se non sono attivate anche in presenza dei loro antigeni auto affini: questo fatto indica che la risposta immunitaria non può dipendere dalla semplice reattività di una singola popolazione di cellule T agli antigeni self/not-self, ma piuttosto sia legata all’interazione di differenti tipologie di linfociti T, in grado di modulare la risposta nel suo complesso.

Le cellule T regolatorie (Treg) svolgono un ruolo essenziale nel sopprimere le reazioni immunitarie aberranti contro gli antigeni del sé: questa popolazione cellulare costituisce circa il 10% dei linfociti T periferici; l’esaurimento della frazione Treg può indurre malattie autoimmuni, così come i difetti genetici nello sviluppo di Treg causano anche malattie autoimmuni fatali. Anche dopo la selezione negativa nel timo, rimangono nella popolazione cellulare un numero sostanziale di linfociti T autoreattivi, controllati dalle cellule Treg che ne inibiscono la proliferazione.

La selezione delle cellule T nel timo è imperfetta per cui il mantenimento di uno stato di non responsività verso le molecole proprie dell’organismo (self) che debba necessariamente e contestualmente permettere l’attivazione di una risposta protettiva verso gli antigeni estranei (not-self) è demandato ai linfociti T regolatori (Treg): questi linfociti producono dei mediatori che bloccano la risposta immunitaria nei vari tessuti.

 

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