elastosi

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Dal greco ἐλαστικός (elastikós → agitatore), derivato da ἐλαύνω (elávno → spingere, stendere), che offre la radice etimologica al termine latino elasticus presente nella locuzione : “vis elastica“, cioè “forza propulsiva”; il termine si riferisce alle fibre elastiche, presenti nei tessuti corporei, soggette ad un processo degenerativo, sottolineato dal suffisso -osi (dal greco –ωσις), che indica uno stato di involuzione e deterioramento. Si parla di elastosi in presenza di un processo di frammentazione e degradazione delle fibre elastiche, presenti nei tessuti connettivali ed, in particolar modo, nel derma: il processo fa parte dei meccanismi di senescenza, potendo essere definito “elastosi senile” (crono-aging), oppure dipendere da un’eccessiva esposizione solare o ai raggi ultravioletti, per questo definita “elastosi attinica” (photo-aging). In particolare, i sintomi della forma associata alla seconda, sono pelle secca punteggiata da macchie pigmentate, con zone ispessite e giallastre, a volte ricoperte di solchi che formano un reticolo o rughe profonde: è una condizione che colpisce il connettivo costituente fondamentale del derma, provocando photoaging; è determinata dalla perdita progressiva della consistenza dermica a seguito di minor produzione di fibre elastiche, ma spesso si riscontrano anche in soggetti giovani come conseguenza di rapidi dimagramenti.

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