akinetopsia

definizione

Detta anche achinetopsia, ma conosciuta soprattutto con la locuzione “cecità motoria” è una distorsione visiva (metamorfopsia) caratterizzata dall’incapacità di percepire gli oggetti in movimento nel campo visivo; dal greco κίνησις (kínēsis → movimento) e ὄψις (ópsis → vista), dalla radice ὀπ– (op– → vedere), preceduto dal prefisso privativo/inversivo ἀ-: il termine è stato utilizzato per la prima volta intorno al 1991 dal neurobiologo britannico Semir Zeki per denotare un deficit selettivo nella capacità di percepire il movimento. L’acinetopsia è una condizione estremamente rara attribuita a lesioni corticali bilaterali in prossimità della corteccia striata; la prima descrizione completa della “cecità da movimento visivo” è stata formulata dal neurologo tedesco Josef Zihl e colleghi, che nel 1983 hanno riportato un caso in cui l’individuo colpito non era in grado di vedere il movimento

Chi è affetto da questo disturbo è invece in grado di vedere normalmente gli oggetti immobili nel proprio campo visivo, non presentando solitamente disturbi di campo visivo o altri disturbi percettivi visivi ma non è in grado di percepire il movimento nello spazio che ci circonda; la percezione visiva dello spazio, della profondità, la visione stereoscopica e quella dei colori non viene intaccata così come rimane integra l’identificazione di forme, oggetti e volti.

L’achinetopsia è un disturbo neuropsicologico, poiché una lesione nella struttura cerebrale disturba il processo psicologico della comprensione delle informazioni sensoriali, in questo caso informazioni visive: il disturbo della sola componente visiva può essere dovuto alla separazione della componente motoria dalle altre funzioni; un disturbo simile all’achinetopsia è l’acromatopsia.

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