effetto della Regina Nera

Nel 2002 è stato pubblicato un articolo sulla “evoluzione riduttiva” dove per la prima volta si utilizza la locuzione “Black Queen hypothesis” (sulla scia della “ipotesi della Regina Rossa”), nel solco delle teorie coevolutive: l’idea è che, in alcuni casi, si creino dei processi di coevoluzione basati sulla mutualità fra soggetti o specie, Fenomeni di selezione naturale possono creare la perdita di alcuni geni codificanti funzioni vitali da un punto di vista biologico: la mancata produzione di determinate proteine od enzimi essenziali per la sopravvivenza, da parte di un organismo (o specie) viene supplita dall’attività di altri membri della comunità (o che abitano lo stesso biota): il vantaggio per questi soggetti “difettivi” è una minore necessità di energia per la sopravvivenza.

L’idea per il nome deriva dal gioco di carte chiamato “Regina di Spade”, il cui scopo è di aver il minor punteggio, alla fine delle mani, per poter vincere: la regina di spade vale, da sola, come il resto delle carte, per cui lo scopo precipuo è evitare di pescare, prendere questa carta; analogamente, l’effetto Regina Nera, postula che alcuni geni sono “troppo costosi” od onerosi da mantenere e che servono a una funzione che non è necessario sviluppare autonomamente, per cui “rifilarli” ad altri organismi comporta vantaggi evolutivi, sviluppando atteggiamenti di cooperazione, simbiosi o parassitosi; secondo questa ipotesi, i microorganismi coevolvono in senso cooperativo, per diventare dipendenti gli uni dagli altri. In realtà l’effetto Regina Nera può essere evidenziato anche in specie differenti dai microorganismi, in particolare il fenomeno è osservabile frequentemente fra gli insetti, mentre per i virus, si può affermare che, essendo semplicemente molecole, riescono a modificare il DNA della cellula ospite, governandola a loro piacimento.

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