Sindrome del nervo ascellare

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Detta anche “Sindrome dello spazio quadrilatero di Velpeau“, è una patologia dipendente dalla compressione del nervo ascellare a livello dello “spazio quadrilatero”, nella regione posteriore della spalla. Il nervo ascellare, chiamato anche nervo circonflesso, è un nervo che origina dalla corda posteriore del plesso brachiale, dalle radici spinali C6 – C7: la parte motoria del nervo, innerva il muscolo piccolo rotondo e il muscolo deltoide, mentre la parte sensitiva innerva la cute che ricopre il deltoide e la regione superiore della faccia laterale del braccio e l’articolazione gleno-omerale. Dopo che si è staccato dalla corda, in cavità ascellare, il nervo attraversa il quadrilatero di Velpeau per raggiungere la loggia posteriore del braccio. In questo spazio decorrono due importanti elementi anatomici che sono: il nervo ascellare e l’arteria circonflessa: la causa principale del quadro sintomatologico è la compressione del nervo; può essere statica o dinamica e, solitamente, si verifica, solitamente, in giovani adulti atletici di età compresa tra i 20 e i 40 anni, senza che ci sia necessariamente una storia di traumi significativi o ripetitivi. Tale compressione può dipendere da molte cause ma alcune condizioni assumono carattere predisponente come la presenza di stress meccanici ripetitivi o eccessivo sovraccarico dell’articolazione della spalla, come avviene nel nuoto agonistico o negli sport dove vengono effettuati lanci (baseball, lancio del giavellotto) e attività “overhead”, ematomi dell’area o la presenza di cisti o geodi nella zona inferiore del labbro della glenoide scapolare che, solitamente, è la conseguenza di una frattura del labbro glenoideo della scapola. La genesi della cisti, molto frequente negli atleti, è molto simile a quella della cisti meniscali del ginocchio: la lesione del labbro glenoideo determina l’estrusione del liquido sinoviale articolare nei tessuti adiacenti attraverso la frattura labbro-capsulare. La compressione può verificarsi, anche, come conseguenza dell’uso di zaini o spallacci molto pesanti, potendo causare anche una sintomatologia acuta; errato uso di stampelle ascellari; lussazioni posteriori, di tipo traumatico, della spalla. La tendenza ad avviare bambini in età sempre più precoce, allo sport agonistico è un fattore di rischio, divenendo un fattore predisponente alla sviluppo della “Sindrome dello spazio quadrilatero della spalla” di Velpeau. I sintomi possono essere piuttosto eterogenei, anche alla luce del fatto che esistono differenti gradi di lesione del nervo: il dolore, che presenta come sordo e intermittente, localizzato nella regione postero-laterale della spalla ed è esacerbato dall’abduzione attiva e dalla extra-rotazione dell’omero, assume un ruolo rilevante; spesso, qualora si eserciti una digitopressione sull’entesi del muscolo piccolo rotondo a livello del trochite dell’omero o sullo spazio quadrilatero, è presente un dolore urente o lancinante. L’ipomiotrofia o l’atrofia del muscolo piccolo rotondo o del muscolo deltoide, come conseguenza diretta del mancato trofismo neurologico esercitato dal nervo ascellare, sono un fenomeno frequente, che si possono manifestare in vario grado, spesso appaiati ad dolore ingravescente nell’abduzione e nell’extra-rotazione omerale o nel portare il braccio sopra la testa; i sintomi motori sono associati a sensazioni dolorose vaghe e parestesie nel distretto sensitivo di competenza del nervo, con intorpidimento e formicolii irradiati lungo il braccio. L’interessamento della porzione inferiore della cuffia dei rotatori, l’insorgenza di debolezza muscolare e la presenza di compensi e reattività muscolari, portano ad una instabilità articolare della spalla, potendo creare confusione e indurre a sovrapporre i sintomi associati alla compressione del nervo ascellare con quelli dipendenti da una lesione della cuffia dei rotatori. Essendo questo tipo di lesione conseguente ad una neuroprassia, cioè prevalentemente un danno funzionale, in quanto l’offesa anatomica è limitata al solo rivestimento del nervo, mentre l’assone e le altre guaine del nervo sono solitamente preservate, si produce una perdita della funzione di conduzione nervosa del nervo come conseguenza sia della compressione sia della contusione dello stesso con conseguente paresi o paralisi incompleta e reversibile. Questo permette, qualora il problema sia trattato adeguatamente e sollecitamente, di ottenere, dopo un periodo variabile dalla lesione, una guarigione completa. Solo nel caso in cui si verifichino traumi ad alta energia o iatrogeni, che procurano una grave lesione del nervo ascellare fino alla neurotmesi, con la completa distruzione del tronco nervoso con impossibilità di ricrescita, è indispensabile ricorrere ad un intervento chirurgico mirato per rimuovere eventuali fimbrie fibrose e riparare il nervo ascellare con un “innesto nervoso”. Nei casi più comuni, oltre al riposo assoluto della spalla e la sospensione di qualunque attività sportiva per un periodo prolungato (settimane, ma a volte mesi) e comunque sufficiente a garantire il pieno risanamento, l’intervento di un professionista in Kinesiopatia® Osteopatica può rivelarsi risolutivo ed accelerare i tempi di recupero e guarigione, soprattutto se è possibile intervenire nelle fasi iniziali del problema, prima che si formino alterazioni strutturali o degenerazioni fibro-adipose. La finalità dei trattamenti è quella di favorire una “decompressione del nervo ascellare”: l’operatore in Cranio-Sacral Repatterning® può, ad esempio, utilizzare tecniche di unwinding fasciale, per favorire la dissoluzione di restrizioni e riattivare un corretto trofismo del nervo. Un esperto professionista in Kinesiologia Transazionale® può valutare la presenza di reattività muscolari esistenti fra i muscoli che costituiscono il triangolo dei muscoli rotondi, ed altri gruppi muscolari che agiscono da muscoli agonisti, muscoli antagonisti, muscoli sinergici o che svolgono l’azione di muscoli stabilizzatori dell’articolazione scapolo-omerale o, in generale della spalla; anche l’intervento per ripristinare una corretta postura, è un elemento importante per poter ripristinare il ROM (range of motion) della spalla.

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