Sindrome da iperproliferazione batterica

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ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2018 alle 16:03

Altro nome della cosiddetta Small Intestinal Bacterial Overgrowth, manifestazione caratterizzata da grave disbiosi e alterazione qualitativa e, soprattutto, quantitativa del microbiota intestinale. In genere l’intestino tenue è caratterizzato da continui movimenti, che prendono il nome di peristalsi. Tali movimenti peristaltici possono essere descritti come un “moto ondoso” (autonomo ed involontario) che determina il rimescolamento e la progressione delle sostanze contenute all’interno dell’intestino stesso, oltre a contribuire a mantenere una limitata carica batterica, anche per l’azione meccanica esercitata dal movimento. Qualunque condizione che interferisca con il movimento e l’equilibrio dell’ambiente luminale del tenue può favorire l’insorgere di una SIBO: malattie neurologiche o muscolari, diverticolite, aderenze, Morbo di Crohn (ileite segmentaria), Sindrome di Ogilvie sono alcune fra le patologie predisponenti. Anche una riduzione dell’acidità gastrica, in particolare in caso di utilizzo di inibitori della pompa protonica, può favorire una sovracrescita batterica nel tenue. La presenza di una elevata quantità di batteri nel piccolo intestino è associata, frequentemente, ad una sindrome da malassorbimento sia per la modificazione degli acidi biliari da parte della proliferazione batterica, che incidono sull’assorbimento lipidico, sia per i danni diretti sulle cellule della mucosa intestinale. I sintomi sono, in un certo senso, aspecifici, potendo essere categorizzati in “addominali” (gonfiore, borborigmi, dolore addominale, diarrea, dispepsia) ed extra-intestinali (malassorbimento, calo ponderale, anemia e/o neuropatia da carenza di vitamina B12, osteoporosi, tetania per ipocalcemia da carenza di vitamina D). Il quadro clinico, frequentemente è sovrapponibile, se si esclude il quadro di malassorbimento, alla “Sindrome dell’Intestino Irritabile“.

 

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