P.R.Y.T.

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ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2018 alle 15:43

Acronimo utilizzato per descrivere le complesse relazioni che stanno alla base dei movimenti di flesso-estensione, sia sul piano frontale sia su quello laterale, o di torsione che interessano il rachide, nella sua relazione con il cranio ed il bacino: viene mutuato dall’aeronautica o dalla navigazione per descrivere l’insieme delle variazioni della posizione spaziale di un corpo rispetto agli assi del sistema di riferimento cartesiano. La sigla è composta dalle parole:

  • Pitch: esprime il beccheggio, cioè l’oscillazione rispetto all’asse trasversale baricentrico, indicando l’inclinazione del corpo in direzione anteriore (pitch anteriore, cioè flessione o picchiata) o la proiezione in direzione posteriore (pitch posteriore, cioè estensione o cabrata): rappresenta l’inclinazione dell’asse longitudinale (asse x), rispetto al piano del terreno.
  • Roll: esprime il rollio, cioè l’oscillazione rispetto al proprio asse longitudinale, detto, in questo caso, asse di rollio; indicando la tendenza del corpo a piegare il proprio asse lateralmente, rispetto al proprio asse baricentrico verticale, descrivendo la lateroflessione: rappresenta l’inclinazione dell’asse trasversale (asse y), rispetto al piano del terreno. Poiché il mantenimento del parallelismo del piano visivo (equivalente al piano di Francoforte) con il piano del terreno è una priorità della postura antigravitazionale umana, la lateroflessione (o side-bending) deve essere considerata più come una compensazione pelvica che una reale inclinazione del corpo nel suo insieme, che può creare ondeggiamento nella deambulazione.
  • Yaw: esprime l’imbardata, cioè la tendenza torsiva del rachide ovvero l’oscillazione dell’asse corporeo intorno ad un asse verticale passante per il baricentro, detto asse di imbardata: rappresenta la distorsione rispetto all’asse verticale passante per il baricentro (asse z).
  • Tilt: esprime l’inclinazione laterale, cioè la rotazione angolare rispetto all’asse trasversale baricentrico.

Il “sistema P.R.Y.T.” permette di identificare le alterazioni dell’orientamento spaziale del corpo, rispetto ad un sistema di assi cartesiani, dipendenti dall’errata integrazione delle informazioni propriocettive, conseguente a alterazioni dell’interrelazione fra i diversi distretti corporei (cranio, rachide, gabbia toracica, bacino, arti …): la tecnica kinesiopatica, definita appunto “P.R.Y.T. repatterning“, permette di identificare la presenza di sublussazioni, fissazioni o disfunzioni neuro-mio-fasciali che causano una comunicazione inappropriata fra i differenti segmenti corporei, con l’insorgenza di problemi di tipo posturale o della coordinazione spaziale, che coinvolgono, in particolare, l’area cervico-occipitale o il cingolo pelvico.

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