normalizzazione del ritmo cranio-sacrale

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ultimo aggiornamento: 7 Giugno 2018 alle 18:05

Il ritmo cranio-sacrale può essere definito come il susseguirsi ordinato, nel tempo, di forme di movimento fra le differenti componenti del sistema cranio-sacrale: l’alternanza di espansioni e retrazioni, è caratterizzata da una frequenza ed un’ampiezza che sono la diretta manifestazione dell’equilibrio del sistema somato-emozionale nel suo insieme; considerare il sistema cranio-sacrale semplicemente come un sistema cinematico chiuso sarebbe non solo una visione limitata e meccanicistica, ma una “contraddizione in termini“. Stress, distonie, disfunzionalità condizionano l’estrinsecazione di quello che William Sutherland definì il “respiro della vita“, sottolineando come la sua euritmia ed eufonia potessero essere considerate come indicatore di forza vitale; per quanto il concetto di normalità, in questo contesto, si sposi con la soggettività, per il Cranio-Sacral Repatterning® esiste l’idea che la “qualità del ritmo” sia l’espressione del ben-essere, che coinvolge non solo le singole parti che compongono questo insieme funzionale, cioè ossa ed articolazioni, tessuto fasciale, meningi e liquor, ma diviene lo strumento in grado di rivelare lo “stato dell’arte” dell’organismo, il suo “significance detector“: “normalizzazione del ritmo cranio-sacrale“, significa, indipendentemente dal fatto che si scelga un contatto fronto-occipitale della calvaria o una presa latero-laterale del cranio, che si utilizzi uno still point o un pompage del liquor dal sacro, che ci si avvalga di un reset temporo-vascolare o del rocking mastoideo, permettere al sistema cranio-sacrale, di raggiungere uno stato di quiete tale da consentire al “meccanismo respiratorio primario” ed alla vis medicatrix naturæ di esprimere al meglio l’energia vitale dell’organismo. Qualunque sia la modalità attraverso cui  si “tocchi“, si “prenda contatto” con il ritmo cranio-sacrale, per riportarlo alla normalità, simbolicamente, si cerca di “rimetterlo in squadro”, “riportarlo a una situazione considerata normale”: la parola latina “norma” (squadra), infatti, rappresenta lo strumento adoperato per definire le corrette misure ed i giusti rapporti, motivo per cui, nel linguaggio giuridico o industriale, la norma diviene la regola; ovviamente, parlando dell’organismo, non può esistere una “norma universale”, ma esclusivamente la miglior espressione possibile dell’energia vitale individuale. Ristabilire rapporti armonici fra le differenti componenti del sistema cranio-sacrale, in particolar modo quando il sistema risulti perturbato o sconvolto da squilibri, facilitare il ritorno a una situazione considerata ottimale, soprattutto dopo un periodo di agitazione o disordine, deve essere considerato un passaggio necessario per permettere la rigenerazione della vitalità ed il ben-essere.

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